Discarica sulla faglia che scatenò il terremoto del 1915: petizione e proteste

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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GIOIA DEI MARSI. Ha superato quota 1.500 firme la petizione contraria all’insediamento della discarica di “Valle dei fiori” di Gioia dei Marsi.


Proprio in questi giorni è nato il Comitato che raccoglie residenti di Pescina, San Benedetto dei Marsi e Venere che hanno patrocinato la raccolta delle sottoscrizioni, per un miglior coordinamento delle iniziative.
Il comitato ha spedito le firme all'Aciam S.p.a di Avezzano, al presidente Chiodi, alla presidente della Provincia Stefania Pezzopane, all'autorità di bacino Liri- Garigliano e Volturno così come ai sindaci interessati.
Nella lettera non si lasciano porte aperte ma si bolla il progetto come poco idoneo, soprattutto perchè dovrebbe sorgere in «uno dei luoghi meno indicati per localizzare una discarica».
Dubbi che non sono delle ultime ore ma che sono spuntati a partire dal 2006 quando il progetto di discarica venne presentato alla valutazione dell'Ufficio regionale.
«Il sito si trova a mille metri di altitudine in una zona poco raggiungibile», si legge nella lettera di protesta, «distante dalla piazza centrale di Gioia dei Marsi e accessibile solo da Pescina attraverso una ardua risalita della frazione di Venere e località Cardito».
E' ovvio che su questo punto ciò che genera più dubbi è il flusso di tir che transiterebbero in zona per il trasferimento dei rifiuti.
Inoltre «il sito Valle dei fiori sorge in zona di massimo rischio sismico», scrivono ancora gli aderenti al comitato, «appena sopra la faglia il cui movimento ha prodotto il terremoto del 13 gennaio 1915».
In più, secondo una dettagliata relazione dell'Arta sotto alla discarica «c'è un acquifero di rilevante valore idrogeologico che disseta due centri: an Benedetto e Venere».
«Il grado di vulnerabilità dell'acquifero - dice sempre l'Arta- risulta elevato».
Se servisse qualche altro motivo per far fermare il progetto il comitato ricorda anche che il sito «si trova nel cosiddetto ''pre-parco'' che dovrebbe essere il biglietto da visita per i turisti diretti al parco Nazionale».
«n un paese normale», tuonano i cittadini, «non servirebbe nemmeno questa raccolta di firme per fermare un progetto tanto scellerato».
Il foglio locale “Il Martello del Fucino” da tempo sta seguendo la situazione e si è attivato per informare i cittadini locali su eventuali rischi e procedure amministrative adottate.

06/10/2009 15.50