La Merker pensa al futuro Sindacati: «piano industriale per rilancio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TOCCO DA CASAURIA. Giovedì 1 Ottobre alle ore 17,30 presso il Teatro Michetti di Tocco da Casauria si è tenuta una tavola rotonda per discutere della crisi della Merker.


L'azienda produttrice di semirimorchi è stata rilevata dalla famiglia Margheritelli dopo la sciagurata avventura speculativa che portò a numerosi arresti e al fallimento della ditta, allora guidata dall'ingegner Ramoser. Una inchiesta che è stata chiusa e di cui si aspettano gli esiti del processo.
Alla tavola rotonda, convocata dal Comune di Tocco da Casauria sul cui territorio si è insediata la fabbrica, hanno partecipato Luca Margheritelli, amministratore della Merker, Luigi di Giosafatte per Confindustria, i rappresentanti di CGIL CISL e UIL e delegati di Provincia e Regione.
«E' stata un'iniziativa voluta innanzi tutto per fare un'operazione di trasparenza sulla reale difficoltà che la Merker vive oggi», ha detto il sindaco, «in un momento di crisi globale dei mercati, con quasi 200 lavoratori in cassa integrazione e 40 precari rimasti a casa senza alcune tutele. L'idea di istituire un tavolo in assemblea pubblica ha permesso a tutti i cittadini di conoscere in maniera chiara lo stato delle cose ed è servita ad individuare un percorso comune da intraprendere per provare a superare questo difficile momento».
Alla rivendicazione da parte dell'Azienda di ottenere gli stessi incentivi che il Governo ha riservato ad altri settori (auto, scooter, biciclette), aiuti che servirebbero a mitigare il tracollo delle vendite e a far resistere una fabbrica che lo scorso anno era per tecnologie e produttività divenuta leader in Europa, ha fatto eco Confindustria che ha rilanciato anche rispetto alla necessità che la stessa Regione si dia un coordinamento sulla problematiche legate all'industria in Abruzzo.
I sindacati sembra abbiano raccolto la sfida e sono pronti ad affiancare l'azienda, con l'impegno che questo serva a preannunciare un piano industriale di rilanci che riporti l'occupazione ai livelli di sicurezza e ai numeri dello scorso anno, partendo dal recupero delle maestranze escluse persino dalla cassa integrazione.
«Il problema, è evidente, va urgentemente portato a livello centrale, a Roma», ha detto il sindaco.
Due i punti sui quali puntare, è stato ribadito alla tavola rotonda: «rilancio della produzione e ripristino delle condizioni occupazionali precedenti la crisi, tenendo in forte considerazione il territorio e chiarezza sulla distribuzione di eventuali futuri utili».
Unico neo della serata, secondo Zaccagnini, è stata la scarsa affluenza proprio dei lavoratori, «fatto che da un lato denota la sfiducia che ha pervaso l'intera società e che rischia di trasformarsi in immobilismo, dall'altro nasconde l'insofferenza maturata in anni e anni di diseducazione della politica che in Abruzzo si è sempre proposta come padrona dei processi decisionali, impedendo nella sostanza che maturasse una vera coscienza collettiva».

03/10/2009 13.34