Camera di Commercio, Federconsumatori contro Regione per «nomine illegittime»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. La Federconsumatori Abruzzo preannuncia ricorso contro le decisioni della Regione in merito alla nomina del rappresentate in consiglio camerale.


Come fa la Regione a nominare come rappresentanti di associazioni dei consumatori presso la Camera di Commercio di Chieti soggetti che non possono neanche esserlo nelle conciliazione della stessa camera?
La misura è ormai colma per la Federconsumatori che contesta la legittimità della rappresentanza e parla di «questione morale, una vera e propria battaglia per la legalità».
«Non è possibile», sbotta l'associazione, «rimanere fermi ed assistere a operazioni per la conquista di un posto».
Il Codice del Consumo attribuisce, infatti, ad alcune associazioni la possibilità di attivare, prima del ricorso al giudice, la procedura di conciliazione dinanzi alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio.
Ma le associazioni che sono legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti sono stabilite dall'articolo 137 e legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti.
«In Abruzzo, invece», contesta la Federconsumatori, «si ammettono a tale ruolo addirittura associazioni che svolgono attività commerciale».
In questo modo si consente la doppia rappresentanza in sede camerale, una volta come impresa, l'altra per conto dell'oggetto d'impresa: i consumatori. Insomma una sorta di conflitto di interesse che può influire negativamente sulla tutela dei cittadini-consumatori.
«Al di là del merito sulla legittimità alla rappresentanza, un altro dato ci inquieta», spiega la Federconsumatori «Trattiamo oltre il 60% delle vertenze sulla telefonia in Abruzzo, siamo l'associazione che raccoglie più cinque per mille, abbiamo il maggior numero di sportelli, ma poi, alla conta degli iscritti, il dato viene invertito. A nostro avviso qualcosa non va, per questo chiederemo la verifica degli iscritti dichiarati nella comunicazione alla Regione con le relative conseguenze. Precisiamo, inoltre, che la norma prevede l'iscrizione annuale con relativo versamento rilevabile dal bilancio associativo».
La norma nazionale è molto chiara sui limiti a cui sono sottoposte le associazioni dei consumatori ed i loro rappresentanti. La Regione Abruzzo, invece, non adeguando la propria Legge Regionale (la numero 30 del 2001) al Codice del Consumo, determina grande confusione.

29/09/2009 15.55