Cementificio Pescara, i primi passi per la delocalizzazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Cementificio Pescara, i primi passi per la delocalizzazione
PESCARA. Era il 21 maggio del 2007: il consiglio comunale di Pescara votò un ordine del giorno con il quale si impegnava a delocalizzare il cementificio di via Raiale. Ma il cementificio è sempre là.
Ventinove i voti a favore, un astenuto e poche perplessità per una delle opere più contestate della città per i problemi di smog e le continue proteste dei residenti.
Le segnalazioni di nubi anomale si susseguono, spesso è visibile una lunga cappa che si annida sulla città, una foschia spesso dall'odore acre che, a seconda delle correnti e del vento, invade la città o si spinge verso l'entroterra. Un problema.
A novembre del 2008 la società Lafarge, proprietaria dell'impianto, ha venduto l'intera attività cemento e calcestruzzo in Italia al Gruppo Italiano Sacci, per un valore di 290 milioni di euro, cementificio di Pescara compreso.
Proprio la Lafarge, come si ricorderà, investì 2,8 milioni di euro per opere pubbliche nella città (840 mila euro solo per la fontana di Toyo Ito, “collassata” pochi mesi dopo la sua inaugurazione) a seguito di un contratto firmato con il Comune. Un'opera contestata così come quel finanziamento che venne interpretato come il prezzo dell'inerzia dell'amministrazione comunale verso un difficoltoso e costoso spostamento dello stabilimento industriale.
Da pochi giorni però l'amministrazione presieduta dal sindaco Mascia ha deciso di affrontare il problema.
Ieri l'assessore all'Ambiente, Isabella Del Trecco, ha incontrato la nuova dirigenza, ossia Mauro Rigo, direttore della cementeria, e l'ingegner Massimo Morcini della Sacci di Roma proprio per parlare della delocalizzazione dell'impianto.
«Partiremo con l'eliminazione del traffico pesante su via Raiale e via Aterno», ha annunciato l'assessore Del Trecco.
La stessa Sacci, hanno assicurato dal Comune, solleciterà l'Anas per accelerare l'apertura di uno svincolo alle spalle della struttura.
L'obiettivo primario di ieri, ha poi rivelato l'assessore, era innanzitutto verificare la possibilità di dialogare con l'impresa per far capire quali sono le esigenze della città che ha seri problemi di ‘convivenza' con un cementificio posto in mezzo al territorio, nel cuore del tessuto urbano, circondato da case. E sembra che il messaggio sia arrivato ben chiaro a destinazione.
«La dirigenza», ha detto Del Trecco, «ha ammesso di comprendere i disagi manifestati a più riprese dai cittadini, dichiarandosi disponibile a collaborare per un'eventuale delocalizzazione dell'impianto».
Già nei prossimi giorni l'assessore convocherà un Tavolo tecnico che veda la presenza della Sacci, della Regione Abruzzo, della Provincia di Pescara e anche dell'Università ‘D'Annunzio' che, tra l'altro, tramite il Dipartimento di Urbanistica sta redigendo uno studio progettuale per la riqualificazione dell'intera asta fluviale, con particolare attenzione al Parco fluviale e all'intera area circostante.

GIA' INDIVIDUATI INTERVENTI A BREVE

Ma già ieri mattina sono stati individuati degli interventi a breve termine che interesseranno la viabilità: la Sacci si è dichiarata pronta a eliminare nel più breve tempo possibile il passaggio dei Tir che oggi transitano in via Raiale e via Aterno, in mezzo alle abitazioni, aggravando i problemi di polveri nella zona.
L'azienda solleciterà l'Anas ad aprire uno svincolo dell'asse attrezzato alle spalle del cementificio, in modo da dirottare tutto il traffico pesante sull'asse stesso.
Attraverso il Tavolo tecnico, invece, si dovrà individuare in modo congiunto un'area in cui trasferire l'impianto, un sito idoneo, lontano dal centro urbano, ma che allo stesso tempo non pregiudichi i posti di lavoro che oggi il cementificio garantisce, ossia circa 100 in pianta stabile, oltre 500 come indotto.
«Per procedere con lo spostamento», ha detto Del Trecco, «chiederemo anche il coinvolgimento e il supporto della Regione Abruzzo per tentare di intercettare dei fondi europei».
Nel frattempo la stessa Sacci si è impegnata a tenere sotto stretto controllo i livelli delle emissioni inquinanti attraverso la centralina fissa di rilevamento posizionata in via Sacco, rendendosi pronta a organizzare delle giornate con ‘porte aperte al cementificio', ossia giornate aperte alla città, in cui gli utenti potranno avere l'occasione di visitare l'impianto per verificare il funzionamento dei forni.
Misure che serviranno a tranquillizzare i residenti anche se la priorità resta comunque la delocalizzazione della struttura troppo impattante anche da un punto di vista visivo.

Alessandra Lotti 29/09/2009 9.12