Il Comune di Pescara affoga tra ricorsi, cause e richiesta di risarcimenti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Il Comune di Pescara affoga tra ricorsi, cause e richiesta di risarcimenti
PESCARA. Oltre mille cause giudiziarie ancora pendenti tra Tribunale, Corte d’Appello, Giudice di Pace, Tar e Prefettura, mille “casi” rimasti irrisolti e che sottopongono l’amministrazione comunale di Pescara a una forte esposizione economico-finanziaria.



Anche questo è quello che rimane di un periodo controverso e di una amministrazione finita con l'arresto del sindaco D'Alfonso. Ora però c'è da sbrogliare grovigli insidiosi e pur volendo essere super ottimisti ed accettare un 30% di soccombenze il peso potrebbe essere non sostenibile per le casse comunali.
Il pesante contenzioso è stato illustrato dal presidente della Commissione consiliare Lavori pubblici, Armando Foschi, che ieri ha ascoltato la dirigente del settore avvocatura, Paola Di Marco, per tracciare un quadro il più possibile completo.
I giudizi ancora pendenti sono 1008 ma senza contare le centinaia di multe inflitte per violazioni al codice della strada e impugnate dai cittadini, materia di esclusiva competenza della Polizia municipale.
Sono 176 le cause da discutere tra Corte d'Appello e Tribunale, 361 dinanzi al Giudice di Pace, 307 dinanzi a Tar e Consiglio di Stato e 164 dinanzi al Prefetto.
«Sicuramente i rischi più elevati», rivela Foschi, «sono legati ai giudizi pendenti dinanzi al Tribunale e alla Corte d'appello, tra cui il caso Clerico, il quale ha impugnato l'ultimo Piano regolatore, chiedendo un risarcimento del danno per 12milioni 800 mila euro al Comune».
In primo grado il Comune di Pescara, dopo indagine del Ctu, il perito incaricato dal Tribunale, è stato condannato a pagare un risarcimento di appena 17mila euro, ma Clerico ha ovviamente presentato ricorso.
Eccessivo anche il numero dei ricorsi presentati al Giudice di Pace: 361 pratiche aperte, quasi tutte inerenti l'impugnazione di multe relative alle occupazioni del suolo pubblico o alla irregolare esposizione dei cartellini nei negozi.
«Non comprendiamo come sia stato possibile per la passata amministrazione comunale», ha dichiarato Armando Foschi, «far lievitare a tali livelli il volume del contenzioso che un'amministrazione avrebbe dovuto evitare, potenziando possibilmente la presenza delle forze dell'ordine nel settore dei controlli preventivi e non riducendosi a far scattare semplicemente offensive con raffiche di multe».
Capitolo spinoso anche i numerosi ricorsi al Tar depositati dai titolari degli impianti radiotelevisivi di San Silvestro, ricorsi che rischiano di ritardare il processo di delocalizzazione delle antenne, un processo ormai improcrastinabile.
Sul caso tuttavia pende anche una inchiesta penale che viaggia per conto proprio anche se i suoi risvolti non potranno essere ignorati dagli altri tribunali.
«La realtà è che anche l'apertura di centinaia di contenziosi danno l'esatta misura dell'assenza di collaborazione tra la passata amministrazione di centro-sinistra e il tessuto cittadino», ha concluso Foschi.

29/09/2009 8.18