Zero trasparenza sulle spese elettorali: la norma c’è ma chissene…

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Zero trasparenza sulle spese elettorali: la norma c’è ma chissene…
PESCARA. Il Comune di Pescara non ha adempiuto, nei termini stabiliti dalle leggi, a rendere pubbliche le spese elettorali sostenute dalle liste e dai candidati nelle ultime elezioni amministrative del 6 e 7 giugno. Molti consiglieri hanno preferito glissare. RANIERI (PDL):«DI NISIO INTERPRETA MALE LA LEGGE»

Una fatto che probabilmente in qualunque altro Stato avrebbe fatto gridare allo scandalo ma che da noi ha tutto un altro peso.
A denunciare il mancato rispetto di leggi (uguali a tutte le altre in vigore) è il consigliere comunale Fausto Di Nisio (Idv) che ha scritto una dura lettera al presidente del Consiglio comunale Licio Di Biase.
«Ho preso atto», si legge nella missiva, «delle copie dei rendiconti delle spese elettorali sostenute dai candidati in occasione delle scorse elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009.
Ho notato in via preliminare che alcuni consiglieri eletti ed in particolare i Consiglieri D'Incecco, Mambella, Masci, Di Noi, Pignoli, Balducci, Fusilli, Marcheggiani e Acerbo non hanno adempiuto alla richiesta formulata ai sensi della Legge 81/1993 in occasione della comunicazione di elezione a Consigliere comunale».
La legge, ricorda Di Nisio, prevede che «nei comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, il deposito delle liste o delle candidature deve comunque essere accompagnato dalla presentazione di un bilancio preventivo di spesa cui le liste ed i candidati intendono vincolarsi. Tale documento deve essere reso pubblico tramite affissione all'albo pretorio del comune. Allo stesso modo deve essere reso pubblico, entro trenta giorni dal termine della campagna elettorale, il rendiconto delle spese dei candidati e delle liste».
Il mancato rispetto alle leggi appare particolarmente grave sia perché non fa luce sui finanziamenti e sulle spese fatte dai vari candidati e liste ma soprattutto perché queste elezioni sono state le prime dopo l'arresto del sindaco Luciano D'Alfonso che -da quanto è emerso dalle indagini penali che lo riguardano- faceva un uso più che disinvolto di finanziamenti privati.
Finanziamenti in nero, tangenti vere e proprie -dice la Procura- cene e spese elettorali mai dichiarate per affiggere migliaia di manifesti e pagare spot. Oltre la rilevanza penale si potrebbe riscontrare anche il rilievo di una “concorrenza scorretta” nei confronti di altri candidati…
Insomma una mancanza di trasparenza dovuta che dovrebbe far riflettere cittadini e la politica tutta al di là di ideologie e tessere dio partito.
La legge c'è e deve essere rispettata. Il concetto non è opinabile.
«Se si vuole, come sbandierato in campagna elettorale e come si continua a sbandierare nelle conferenze stampa, che l'attuale amministrazione comunale», dice Di Nisio, «sia caratterizzata dalla totale trasparenza amministrativa, si inizi a rispettare quanto previsto dalle nostre normative».

26/09/2009 11.33

RANIERI (PDL):«DI NISIO INTERPRETA MALE LA LEGGE»

«Idee un po' confuse quelle del collega consigliere Fausto Di Nisio».
Replica il presidente della commissione Finanze, Renato Ranieri (Pdl) che spiega ce in realtà la legge prevede che solo i partiti sono tenuti a presentare il preventivo delle spese che si suppone vengano sostenute.
Il sindaco è invece, secondo Ranieri, obbligato a presentare il consuntivo delle spese effettuate, documento che dev'essere pubblicato sull'albo pretorio del Comune, mentre i consiglieri sono tenuti solo a un'autocertificazione che non va pubblicata, ma può essere richiesta e consultata da privati.
«Il collega fa evidentemente confusione nella normativa esistente – ha ribadito il Presidente Ranieri –: l'articolo 515 della legge 13/93 stabilisce che solo le liste e i partiti che sostengono il sindaco sono tenuti a presentare in Comune il bilancio preventivo delle spese che, si suppone, verranno sostenute nel corso della campagna elettorale, documento che dev'essere reso pubblico sull'Albo Pretorio del Comune. A elezioni concluse, entro i successivi 30 giorni, il sindaco eletto deve presentare il consuntivo delle spese realmente sostenute, anch'esso documento che va sottoposto alla pubblicazione. I singoli consiglieri sono invece solo tenuti a presentare un'autocertificazione delle spese avute, atto che però non va sottoposto ad affissione, ma che i cittadini pure possono consultare liberamente in caso di necessità». L'amministrazione comunale di Pescara sta rispettando tutta la normativa relativa alla trasparenza degli atti amministrativi è la linea di pensiero della giunta Mascia.
«Nei prossimi giorni», promette Ranieri, «ci attiveremo per pubblicare nel modo più chiaro possibile tutti i dati relativi al bilancio consuntivo, in modo da rendere trasparente quel buco da 5milioni di euro ereditato dalla passata amministrazione comunale di centro-sinistra».

26/09/2009 19.24