Villa Pini. Legnini:«Chiodi faccia qualcosa». Dipendenti ancora senza stipendi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Angelini che grida al complotto non è una grande notizia. Lui è abituato a pensare che i politici si dividano in due categorie: i nemici e amici da corrompere». * PD NELLE PIAZZE CONTRO «I BARONI DELLA PRIMA REPUBBLICA»

Replica così il senatore del Pd, Giovanni Legnini, alle parole di Chiara Angelini, amministratrice del gruppo Villa Pini, che ieri aveva detto di intravedere dietro l'ordinanza di chiusura di 180 posti letti da parte del sindaco Ricci «una manovra dei fedeli di Del Turco».
«C'è una terza categoria sconosciuta ad Angelini», aggiunge Legnini, «che è quella di chi si preoccupa solo degli interessi generali, in questo caso quelli dei malati e dei lavoratori, e che non è ricattabile».
E il senatore del Pd corre in soccorso del sindaco Ricci assicurando che il primo cittadino «non aveva altra scelta per far rispettare la legge» che predisporre l'ordinanza di chiusura.
Legnini chiede inoltre un intervento della Regione, «preoccupata in questo momento solo di occupare le poltrone delle Asl».
«Villa Pini rischia il fallimento», aggiunge il senatore, «e il problema esploderà ed avrà enormi dimensioni sanitarie e occupazionali. Il Commissariamento era l'unica soluzione per tentare di salvare l'azienda. Lo avevo chiesto formalmente nel mese di luglio, non ho ricevuto risposta e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Angelini si è commissariato da solo», ha continuato il parlamentare, «con il senatore Salini e con il dottor Liberatoscioli che per anni doveva garantire le ispezioni per conto della Regione ed oggi si trova a gestire l'azienda che doveva controllare. Chiodi, Febbo, Venturoni: Dite cose ne pensate su questa vicenda e soprattutto assumete decisioni».

DIPENDENTI ANCORA SENZA STIPENDI

Intanto mentre le vicende del Gruppo Villa Pini d'Abruzzo continuano a riempire le prime pagine dei quotidiani i dipendenti del gruppo continuano a lavorare senza essere pagati.
«L'ultima erogazione», spiega il segretario generale Cgil Fp Abruzzo, Carmine Ranieri, «corrisponde ad un acconto di 516 euro relativi alla mensilità di aprile 2009. Dunque la maggior parte degli oltre 1.300 addetti devono ancora percepire cinque mensilità».
Solo 250 dipendenti, guidati dal sindacato hanno attivato i decreti ingiuntivi nei confronti della proprietà e hanno ottenuto le retribuzioni fino al mese di giugno 2009 e oltre.
«E' evidente che in tale contesto la disperazione dei dipendenti aumenta di giorno in giorno», sottolinea Ranieri, «e qualora non si porrà rimedio a tale enorme disagio il sindacato tornerà a protestare con i lavoratori».
Eppure nel mese di luglio scorso sembrava che le cose stessero migliorando.
Infatti fu trovata una intesa con la Regione per la quale, a seguito di un contratto provvisorio stipulato tra la Asl di Chieti ed il Gruppo Villa Pini, si procedette al pagamento diretto dei lavoratori da parte delle ASL per un importo corrispondente a circa tre mensilità oltre la regolarizzazione degli oneri contributivi ed assistenziali nei confronti di Inps e Inail.
Per poter fare ciò il Commissario Redigolo e la Regione autorizzarono le ASL a procedere alla remunerazione dell'85% del budget, nei limiti dei 6/12 di quello annuo assegnato al Gruppo Villa Pini.
Col contratto, inoltre, le strutture del Gruppo Villa Pini si impegnavano a sottoscrivere i contratti negoziali 2009.
Tale sottoscrizione avrebbe dovuto portare le ASL ad una remunerazione regolare delle prestazioni effettuate dal Gruppo ed il pagamento regolare degli stipendi.
«Ad oggi, purtroppo», continua Ranieri, «i lavoratori sono ancora ridotti alla fame e la Cgil non è più disposta ad attendere oltre. Le responsabilità della proprietà sono ovvie: chi chiede una prestazione lavorativa è obbligato a corrispondere il salario nei tempi previsti dai contratti e dalle leggi. D'altro canto va chiarito per quale motivo il percorso individuato si è interrotto».
La Cgil Fp e la Cisl Fp hanno proclamato nuovamente lo stato di agitazione del personale e sono stati chiamati lunedì prossima per esperire la procedura di conciliazione dinanzi al Prefetto dell'Aquila, alle ore 10 , nella sede della Prefettura a Coppito.

26/09/2009 11.00

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PD NELLE PIAZZE CONTRO «I BARONI DELLA PRIMA REPUBBLICA»

PESCARA. Una campagna di ascolto nelle piazze, nei luoghi di lavoro, fra chi vive la sanità perché ci lavora o perché ne è utente.
Il Partito Democratico ha deciso di lanciare una vera e propria campagna «per il cambiamento della sanità», contro «i processi restaurativi di cui il centrodestra si sta rendendo protagonista».
La decisione è stata presta ieri mattina nel corso della riunione dei gruppi del PD abruzzese di Camera, Senato e Consiglio regionale.
«Il Pdl sta mettendo la sanità abruzzese nelle mani dei baroni della Prima Repubblica» denuncia il segretario del PD abruzzese Silvio Paolucci, «da nove mesi non ha cambiato una sola virgola del sistema, e invece sta facendo ripiombare l'Abruzzo nel malcostume del passato: i partiti sono tornati pesantemente a occupare i luoghi di potere della sanità, come avveniva nelle peggiori esperienze di fine anni Ottanta. Gli abruzzesi erano convinti di aver imboccato la strada del cambiamento e invece si ritrovano di nuovo Salini a governare la sanità».
«Noi vogliamo dare voce al bisogno di cambiamento della sanità abruzzese» dice Paolucci «e per questo andremo nelle piazze, fra gli addetti ai lavori, fra i medici, gli infermieri, i pazienti, i sindaci, attivando un forum e mobilitando tutte le strutture del nostro partito, perché dall'ascolto delle esigenze di chi vive la sanità nasca un progetto di cambiamento del servizio sanitario abruzzese, un progetto credibile e di governo: anche perché l'unica vera proposta in grado di cambiare porta la nostra firma, ed è la costituzione di una Asl unica, ovviamente rigettata».

26/09/2009 11.36