Camping "la Maielletta": arrivano 111 ordinanze di demolizione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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 Camping "la Maielletta": arrivano 111 ordinanze di demolizione
CHIETI. La Provincia di Chieti dice no: non è possibile classificare il camping “La Maielletta” di Pretoro.

E l'Ente Parco della Majella notifica alla società, ai campeggiatori ed al Comune di Pretoro 111 ordinanze di demolizione dei bungalow realizzati nella struttura, con l'ordine di ripristinare i luoghi come erano prima degli abusi.
Una débacle su tutta la linea, una sconfitta bruciante soprattutto delle varie amministrazioni comunali che si sono succedute in quasi trenta anni, che non hanno controllato gli abusi edilizi che si stavano compiendo sotto il loro naso e che hanno consentito l'uso privatistico di un terreno gravato dall'uso civico.
Ma i due no pesanti arrivati insieme da Provincia e Parco sono anche la sconfessione di tutti gli organi di controllo che dovevano verificare e che hanno chiuso un occhio e forse tutti e due: dai Carabinieri distratti, alla Forestale impegnata su altri fronti, alla magistratura amministrativa e penale che ai ripetuti appelli ha sempre risposto: «ma dov'è il reato? Si tratta di beghe locali solo di carattere amministrativo».
Con l'aggiunta - a Pretoro - del tentativo di far passare per visionario chi denunciava la “stranezza” di certe autorizzazioni o i mancati controlli.
Ci riferiamo ad Antonio Di Pasquale, il perito di parte degli incolpevoli campeggiatori incappati loro malgrado in una storia in cui non c'entravano nulla. Perché il problema è proprio questo: che il privato imprenditore ci provi a lucrare, ci può stare.
Ma che gli Enti pubblici trascurino di tutelare gli interessi dei cittadini è grave.
Altro che «accuse strumentali ed infondate», come scriveva il titolare del campeggio, lamentando il comportamento della Forestale che si era permessa di multare campeggiatori e campeggio.
L'Ente Parco, nella sua ordinanza di 11 pagine, approva invece l'operato della Forestale e bacchetta Società e Comune che tra l'altro, pur sollecitato a presentare la documentazione, non lo ha fatto e, scrive il Parco «non si può attendere oltre», visto che la storia va avanti da tre anni.
Il territorio va tutelato e poiché non c'è nessuna autorizzazione, il campeggio va demolito, scrive il Parco.
La Provincia da parte sua, nella determina di diniego di classificazione del campeggio, evidenzia che nella richiesta presentata a giugno dal titolare della società ci sono «evidenti inconferenze giuridico-procedimentali», cioè tutta la situazione non è chiara, visti anche i pronunciamenti negativi dellAzienda regionale di promozione turistica e dell'Ente Parco della Majella che già in precedenza si era espresso contro la regolarità del campeggio con una lettera del direttore.
Ma non è finita qui, visto che questa determina è stata inviata anche al settore urbanistico della Provincia per ulteriori provvedimenti.
Il Parco invece spiega con estrema chiarezza e puntigliosità gli aspetti della gigantesca irregolarità con una semplice constatazione che annulla tutte le giustificazioni di Comune e Campeggio: la sanatoria per il mutamento della destinazione d'uso dei terreni non sana gli abusi edilizi che ci sono stati.
Quindi tutto dev'essere demolito. Probabilmente non sarà la parola fine di questa storia incredibile, ma sindaco e giunta di Pretoro, segretario comunale e ufficio tecnico sono stati richiamati all'ordine.

Sebastiano Calella 25/09/2009 11.01