Bollette Telecom più salate del dovuto: la Provincia richiede indietro i soldi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Bollette telefoniche salate e pagate senza controllo, ma la Provincia di Chieti le scopre e chiede alla Telecom Italia di rettificare gli importi e di restituire quanto già pagato senza ragione con una nota di credito.

E' uno dei risultati del monitoraggio delle spese, lanciato dalla nuova amministrazione di Enrico Di Giuseppantonio.
In pratica è bastato un semplice controllo per verificare che le bollette erano più care rispetto al contratto sottoscritto.
E nessuno prima se n'era accorto.
Così nei giorni scorsi, dagli uffici della Macrostruttura competente è partita una lettera di contestazione alla Telecom per la tariffazione del traffico telefonico fisso-mobile.
Nella verifica a campione che si sta eseguendo sulle bollette dal terzo trimestre 2008 ad oggi, è infatti accaduto di trovare costi delle telefonate diversi – e naturalmente più pesanti - di quelle del contratto sottoscritto dall'amministrazione provinciale con la società telefonica, le cui clausole sono legate alla convenzione nazionale con la Consip, l'ente nazionale che fissa tutti i costi dei servizi per le amministrazioni pubbliche.
Ciò nonostante, le bollette arrivano alla ragioneria si con la dicitura “tariffe Consip”, ma in realtà le tariffe non sono quelle.
Di qui la diffida alla Telecom, con l'avvertenza che se non si sana questa difformità, le bollette non potranno essere pagate.
La vicenda ricorda di fatto una delle tante contestazioni delle bollette, non solo telefoniche, di competenza delle Associazione consumatori.
Ma il dato rilevante e sorprendente è che il controllo di quanto si doveva pagare non è stato mai fatto.
E visto che siamo di fronte al risultato di un campione si può solo sperare che per il resto non controllato non si siano verificate simili falle.
La vicenda si salda alla scoperta delle utenze telefoniche mai disdette dopo il crollo della Biblioteca e promette altri sviluppi.
Ma le domande che si pone il cittadino sono almeno due: perché gli uffici pubblici disprezzano così i soldi di tutti? E la Telecom, non nuova a questi errori di tariffazione, darà la colpa al computer?

s. c. 25/09/2009 9.13