Tratta di esseri umani e sfruttamento lavorativo: allarme nel Teramano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MARTINSICURO. Impostare un lavoro sinergico tra Forze dell’Ordine, Procure, Enti Locali, Ispettorati del lavoro, organizzazioni sindacali e associazioni non governative per scambiare “saperi”.
Creare buone prassi per riconoscere con tempestività e intervenire in modo più efficace su un fenomeno nuovo: quello della tratta di esseri umani finalizzata al grave sfruttamento lavorativo.
E' questo l'impegno unanime emerso nel corso del seminario di formazione congiunta tenutosi a Martinsicuro presso la sede di On the Road per valutare come affrontare questo fenomeno nuovo e in aumento.
Nei settori dell'artigianato e dell'industria, dell'agricoltura e dell'edilizia sono 41 i casi di migranti uomini vittime di tratta degli esseri umani finalizzata al grave sfruttamento lavorativo seguiti recentemente dall'associazione On the Road.
Tra il marzo del 2000 e il luglio 2009 l'associazione ha assistito nel loro percorso di reinserimento sociale e lavorativo oltre 400 persone vittime di tratta ma, se fino a pochi anni fa il fenomeno della tratta era sempre stato collegato ai circuiti dello sfruttamento sessuale, oggi appare in crescita lo sfruttamento lavorativo di giovani uomini stranieri.
Arrivano dal Pakistan, dall'India, dalla Cina, dal Nord Africa, dall'Est Europa con la promessa di un contratto da mille euro al mese e la speranza di aver l'occasione per dare una svolta alla propria vita.
Pagano qualche migliaio di euro ad un connazionale per farsi organizzare il viaggio e procurare il contatto con l'azienda di destinazione e partono: qualche volta in aereo, qualche volta sulle carrette del mare o nel doppiofondo di un camion.
Ma non sanno che all'arrivo il contratto non ci sarà e che dello stipendio promesso non vedranno che una minima parte. Soprattutto non immaginano le condizioni disumane in cui verranno fatti vivere e lavorare.
«Il territorio della provincia di Teramo – spiega Marco Bufo, direttore di on the Road – è già un laboratorio e ha già sperimentato buone pratiche. L'approccio “multi agenzia”, ovvero l'impegno a contrastare il fenomeno del grave sfruttamento e talvolta della riduzione in schiavitù attraverso la collaborazione sinergica di forze dell'ordine, ispettorati del lavoro, procura, organizzazioni sindacali, enti locali e associazioni ha già prodotto risultati importanti. Nel 2005 è attivo un protocollo promosso dalla Procura di Teramo e da on the Road, con il coinvolgimento di tutte le forze di polizia, per definire le procedure di identificazione delle vittime di tratta. Ebbene», continua, «quel protocollo è stato preso a modello dalla Direzione Nazionale Antimafia e proposto a tutte le Procure come strumento di lavoro. Con gli elementi scaturiti dal seminario di oggi quel protocollo potrà essere aggiornato e ulteriormente condiviso».

25/09/2009 8.57