Agente penitenziario aggredito a Teramo, protesta sindacato

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Un agente di polizia penitenziaria é stato aggredito ieri mattina da un detenuto comune, all'interno del carcere di Castrogno.


La notizia è saltata fuori grazie ad una nota di denuncia del segretario regionale del Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria (Sinappe), Giampiero Cordoni.
L'aggressione è avvenuta in un reparto detentivo della struttura penitenziaria teramana e avrebbe procurato leggere conseguenze fisiche per l'agente.
L'episodio offre al sindacato l'occasione per tornare a denunciare la gravissima situazione di difficoltà lavorativa in cui versa il personale di custodia, che si trova a gestire la presenza di circa 395 detenuti a fronte dei 231 previsti dalla capienza «tollerabile» per 184 agenti in servizio.
«Qualcuno - scrive Cordoni - sperava che con la fine del piano ferie e il conseguente rientro del personale, l'abbassamento del livello di sicurezza, i turni di 9 e 10 ore e la soppressione dei posti di servizio cessassero magicamente. Non è così. La carenza di organico sommata alle disfunzioni di una organizzazione del lavoro inconcepibile in un momento così difficile, espone il personale a continui rischi quotidiani».
A fine agosto si era registrata l'ultima aggressione ai danni di tre agenti con una lametta da barba.
Già allora il sindacato denunciò le difficoltà e la situazione di emergenza.
Secondo il sindacato mancherebbero in organico almeno 60 agenti per permettere di rispettare i turni lavorativi ordinari e gestire al meglio la struttura.

23/09/2009 10.54