Richiesta di processo per 8 medici:«viaggi per prescrivere farmaci»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Richiesta di processo per 8 medici:«viaggi per prescrivere farmaci»
CHIETI. Su otto medici di Chieti e del circondario e su un rappresentante di medicinali pende la richiesta di rinvio a giudizio per comparaggio, inoltrata dal sostituto procuratore Dell'Orso.
L'accusa è di aver compiuto nel 2007 un viaggio a Palma de Mallorca, in Spagna, su invito di una casa farmaceutica che produce alcuni farmaci molto prescritti da questi medici (un aerosol per gli asmatici ed un probiotico, cioè fermenti lattici).
Ed il viaggio, organizzato da un'agenzia di Roma, non era collegato ad alcun motivo scientifico, tipo convegno su un argomento di problemi degli asmatici o di gastroenterologia.
Il che non è ammesso né dal codice del farmaco né da quello dei medici né dalle ultime, recenti disposizioni proprio sui “regali” ai medici da parte delle case farmaceutiche. Stavolta, infatti, la Italchimici di Pomezia (ma sembra accertato che altri viaggi sono stati organizzati anche negli anni precedenti e nel 2008) ha stressato gli 8 medici in questione attraverso le insistenze del suo informatore scientifico che controllava in farmacia le prescrizioni dei medici, sia per i farmaci a pagamento sia per quelli passati dalla mutua sia per le confezioni in fascia C, come il probiotico.
La richiesta di processo è stata avanzata per Vincenzo Restuccia (rappresentante dei farmaci), Lorenzo Marini, Anna Grazia Capuzzi, Francesco Lando, Piero Simone, Mauro Petrucci, Raffaele Quadrini, Anna Maria Tonello e Giuliano Salvio.
Dunque l'ipotesi di reato contestata è una specie di corruzione, come prevista dagli articoli del Codice della sanità e come riportato nell'articolo 147 del Decreto legislativo 219 del 2006.
In pratica il viaggio non ci può stare se la Casa farmaceutica non chiede l'autorizzazione al Ministero e non comunica il Convegno che sta organizzando, a Palma de Mallorca o altrove, chiedendo anche l'attribuzione degli Ecm, cioè i crediti per la formazione continua dei medici.
E in questo caso non c'era convegno e non c'erano Ecm, insomma non era stata presentata nessuna domanda di autorizzazione.
Il viaggio viene dunque visto dal codice penale come una vera e propria utilità al pari del denaro che vizia la genuinità dell'operatore sanitario che per questo preferisce prescrivere quel determinato farmaco e non un altro.
Ma la contestazione di eventuali reati (sarà il Gip ad accogliere o respingere il rinvio a giudizio) è scattata perché le indagini hanno accertato – su dati elaborati dal sistema di controllo dei farmaci – che il 40% di tutti i farmaci sotto osservazione sono stati prescritti proprio da questi medici.
«No, non sussiste nessun reato – ha commentato Mauro Petrucci, che è anche sindaco di Ripa Teatina e assessore alla Provincia di Chieti e che abbiamo sentito sulla vicenda – io ho ricevuto un invito per la presentazione di un probiotico di fascia C, cioè a pagamento, quindi eventualmente non ci sono danni per la Asl. Non mi posso far carico dei problemi amministrativi della casa farmaceutica che mi ha invitato. E poi ho dimostrato che nei due o tre anni sotto inchiesta ho prescritto solo 50 pezzi. So per certo che sono stati sentiti anche altri medici, oltre questi 8, sia dalla Finanza che dai Carabinieri, ma stranamente solo per alcuni è scatta la richiesta di rinvio a giudizio. Con il mio avvocato sto valutando l'ipotesi di una denuncia per danni contro chi mi ha messo in questa storia. Comunque vi farò avere tutta la documentazione che chiarisce la mia posizione».

Sebastiano Calella 22/09/2009 19.58


CHE COSA E' IL COMPARAGGIO (DA WIKIPEDIA)

Il comparaggio è una pratica illegale diffusa in alcuni ambienti riguardanti la salute dei cittadini, come negli studi medici, gli ospedali e nelle farmacie.
Si tratta di una pratica per cui taluni medici, farmacisti o altri operatori sanitari accettano denaro, premi, regali, viaggi o donazioni da emissari dell'industria farmaceutica, in cambio della prescrizione di determinati farmaci o strumentazione diagnostica piuttosto che di altri, o anche nel caso in cui non esista un effettivo bisogno di ricorrere alla farmacologia.
La pratica del comparaggio non necessariamente comporta un cambiamento nello scopo delle terapie: esse possono comunque soddisfare le esigenze del paziente, ma spostano gli interessi economici dei sistemi sanitari nazionali verso l'arricchimento dell'industria, dell'operatore sanitario.
In Italia è previsto come reato dal R.D. 27 luglio 1934, n. 1265[1], agli artt. 170, 171 e 172, nonché dal d.lg. 24 aprile 2006, n. 219[2], all'art 147, comma 5. La condotta illecita del medico o del veterinario consiste per queste norme nell'accettazione di utilità di qualsiasi natura (o di promessa delle stesse) allo scopo di agevolare, con prescrizioni mediche o in qualsiasi altro modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico, ed analogamente è illecita la condotta del farmacista che altrettanto riceva per analoga agevolazione della diffusione di prodotti a danno di altri prodotti o specialità dei quali abbia pure accettata la vendita.