Lettere anonime contro il direttore del Museo di Nocciano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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NOCCIANO. Lettere diffamatorie, denigratorie e calunniose nei confronti del direttore del Museo di Arte Contemporanea di Nocciano, Ivan D’Alberto.

A distanza di pochi mesi, l'antipatico episodio si verifica di nuovo e questa volta il direttore del Museo sceglie di rendere pubblico l'episodio.
«La mia decisione non è una trovata pubblicitaria», spiega D'Alberto, «ma un modo per difendere gli studiosi e i collaboratori che operano nella struttura museale, i quali sono ingiustamente offesi nell'ultimo documento recapitato».
La prima busta è stata recapitata al direttore del Museo poco prima di Natale e custodiva una serie di ritagli di carta su cui, il misterioso autore, aveva improvvisato alcuni articoli diffamatori.
Insieme a queste dichiarazioni, mai pubblicate su nessun giornale o rivista, c'erano anche immagini, disegni e vecchi inviti, prodotti dallo stesso Museo di Nocciano, i quali sono stati ritoccati con pennarelli e matite colorate.
«Le foto di alcune persone», racconta D'Alberto, «sono state violentemente segnate ed imbrattate, mentre l'immagine di alcuni artisti, presenti con un'opera nel Museo di Nocciano, hanno subito modifiche di vario tipo diventando la caricatura di diavoli e personaggi poco raccomandabili».
Nella seconda busta i toni si sono fatti più pesanti e c'è un attacco preciso alla direzione del Museo. Si cita testualmente: «Un preteso ‘museo delle arti' d'ora in poi da ribattezzare ‘museo degli orrori': vi si è fatta una mostra degli escrementi liquidi e solidi, di tutte le porcherie possibili che producono soltanto vomito e nausea, il tutto reclamizzata …», attraverso alcuni giornali.
Nei ritagli di carta si cita Sibilla Panerai, la quale ha presentato ultimamente a Nocciano la mostra sull'Arte Organica e su Piero Manzoni e su cui viene detto: «una ragazza che si autodefinisce ‘storica dell'arte', direttrice di una galleria di un politico comunista di Pescara».
Della Panerai è stato anche inviato, nella busta anonima, un ritaglio del suo curriculum su cui è tracciato con violenza un grosso punto interrogativo.
Nei vari testi si chiede la chiusura del Museo. Si cita testualmente: «il museo di Nocciano, farà bene a chiudere o a cambiare metodo e gestione». E ancora: «Cambi rotta e gestione o chiuda».
Ma gli attacchi più feroci sono nei confronti del direttore Ivan D'Alberto: «La sua attività è stata sempre e solo finanziata dalla classe politica, la quale gli ha dato anche il posto che ricopre. Il presentatore (in tono dispregiativo) Ivan D'Alberto oltre a curare personali di artiste dilettanti si occupa anche di vini, elezioni amministrative (in riferimento alla sua attività giornalistica) con una prosa sgrammaticata».
Mentre in riferimento al nuovo periodico d'informazione del Museo “Terza Pagina” l'offensivo ammiratore scrive: «si fa subito notare per l'impostazione politica evidentissima: nonostante si autodefinisca ‘informazione culturale' dedica una pagina a Steinbeck, scrittore comunista, altre all'antifascismo».
Infine, dice del Museo: «Prima un ritrovo di democristiani, socialisti e comunisti, ora di coloro che stanno alla Regione e alla Provincia di Pescara: il salto della quaglia».
La direzione della struttura museale ha deciso di sporgere una denuncia D'Alberto, inoltre, invita «chiunque avesse dubbi sulle scelte artistiche del Museo o su come io sia diventato direttore, di prendere un appuntamento per un confronto democratico e trasparente».

22/09/2009 9.33