L’aeroporto legato al "palo": ma la pena la scontiamo noi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’aeroporto legato al "palo": ma la pena la scontiamo noi
ABRUZZO. Affondano i pali di fondazione nel cantiere aperto per prolungare l'aeroporto d'Abruzzo. E la falda di Pescara, come una piovra, ha inghiottito 500 mila euro di soldi pubblici sprecati in cemento e ferro per opere inutili.
Così come sono stati progettati, i pali non reggono il peso dell'edificio che lì deve sorgere.

TUTTO PREVISTO E LA SAGA HA FATTO FINTA DI NIENTE

Quasi una fotocopia dell'infortunio sui parcheggi (di cui abbiamo già scritto), dove l'Enac ha sospeso il collaudo preoccupato per la tenuta ai pesi degli aerei: anche lì la terra affonda.
D'altra parte lo sanno anche i geologi di primo pelo e tanto più lo doveva sapere la Saga che ha affidato i lavori (3,460 milioni il progetto, 2,626 milioni a base d'asta, 2,278 milioni l'importo del contratto): sotto l'aeroporto, così come intorno, ci sono terreni alluvionali dovuti al deposito fluviale.
Il loro spessore è molto variabile da zona a zona: da una parte potrebbero essere sufficienti pali da 20 metri per arrivare alla base solida che sorregge questi depositi fluviali, da un'altra parte potrebbero servire magari pali da 50 metri.
E' indispensabile dunque un'analisi geologica molto approfondita prima di progettare e decidere cosa fare (così come del resto per ogni costruzione…).
Il bello – si fa per dire – è che l'impresa Nicolaj, che si è aggiudicata l'appalto, glielo aveva pure detto alla Saga:«con questi pali non si può costruire, è una follia. Vi diamo un nostro geologo, rifacciamo il progetto e comunque con gli stessi costi realizziamo una fondazione che tiene».
Niente da fare: l'ordine è stato di andare comunque avanti con il progetto esistente, assumendosi un grosso rischio.
Possibile che a nessuno sia venuto in mente che non era consigliabile contraddire le tesi della Nicolaj, impresa che - per aver costruito l'aeroporto - conosce benissimo cosa c'è sotto il terreno?

SOLDI SPRECATI E LAVORI DA RIFARE

Nessuno di quelli che decidono ha pensato che probabilmente, essendo un consiglio disinteressato (si parlava di stessi costi) forse era meglio accettarlo?
Insomma massima superficialità per la tutela dei soldi pubblici: ora che ben due prove di carico hanno dimostrato senza ombra di dubbio che i pali affondano di diversi millimetri, ci saranno maggiori costi e minore ampliamento.
La decisione finale per far ripartire il cantiere prevede, infatti, di far finta che i pali non esistono, di coprirli con uno strato di polietilene, di costruirci sopra una struttura, di far saltare il vano-solaio che la Saga aveva chiesto e di sperare che così l'edificio regga. Con il pericolo che la Nicolaj non ce la faccia a restare nell'importo con ribasso d'asta con cui ha vinto la gara.
Chi pagherà le centinaia di migliaia di euro buttati al vento o meglio sotterrati nella falda di Pescara e l'aumento dei costi?
Una storia nata male e finita peggio quella del lavoro di ampliamento e con un appalto che è quasi il simbolo del modo disinvolto di amministrare che fa dell'aeroporto una macchina mangiasoldi lanciata a folle velocità. In picchiata.
Basterebbe d'altra parte controllare (la Regione può farlo) se sono veri gli ultimi pagamenti di cui si vocifera, pare in di ingentissimi importi decisi in fretta: la Saga è ormai una società sfuggita al controllo della Regione e non solo dell'assessore ai trasporti Giandonato Morra?

LA REGIONE INFORMATA DEI PROBLEMI DELL'AEROPORTO

Eppure i problemi sul tappeto sono noti da tempo e sono stati riassunti ed affidati anche ad un dossier inviato a molti, dal presidente Chiodi, all'assessore Morra, ai funzionari dell'assessorato ai trasporti, al mondo dell'informazione, forse anche alla procura di Pescara.
Evidentemente è stato ritenuto poco affidabile nella previsione di un declino, nemmeno tanto lento, dell'aeroporto e della Saga.
Merito forse, questa disattenzione politica, delle protezioni trasversali di cui gode la società e che fa dell'aeroporto una riserva di caccia per i politici regionali, soprattutto pescaresi. A ben valutare quello che sta succedendo, l'imminenza dei cambi al vertice (si fa il nome di un personaggio molto noto come presidente, mentre il direttore verrà scelto subito dopo) ha accelerato il meccanismo collaudato di raschiare il fondo del barile. Non è l'assalto della diligenza, ma poco ci manca, se fossero confermate le voci che danno per pagati in questi giorni bonifici per quasi due milioni di euro a chi gestisce i voli.

UN APPALTO RIPETUTO DUE VOLTE

Ma dicevamo dell'appalto, che ha vissuto una vicenda assurda: la gara è stata ripetuta due volte. Raccontano che la prima gara, pur effettuata secondo tutte le regole del caso per questi lavori specialistici, è stata annullata, dopo che erano state invitate 6 ditte iscritte negli elenchi speciali.
All'apertura delle buste c'erano due possibili vincitori: Di Vincenzo e Nicolaj: «ma come – avrebbe detto qualcuno – Nicolaj? Ma se la figlia è stata candidata per Forza Italia», quasi che la capacità di una società o la sua solidità potessero essere misurate con le opzioni politiche dei figli.... Gara annullata e rifatta: sette le ditte presenti, sempre Nicolaj a vincere nonostante la vicenda precedente.

LA RELAZIONE GEOLOGICA CHE... NON VA A FONDO

Sono tante le altre leggende aeroportuali che passano di bocca in bocca nelle zone arrivi e partenze ormai deserte, quando anche i poliziotti in servizio si rilassano nelle lunghe ore di pausa tra un volo e l'altro.
«Ma guarda che quel progetto di ampliamento dell'aerostazione ha avuto la supervisione di un ingegnere di Lanciano che non conosceva affatto Pescara».
«Che dici: un ingegnere sa progettare se la relazione geologica è fatta bene, ho l'impressione che sia capitato come a Reggio Calabria, almeno così ho visto in Tv: lì le relazioni vengono copiate su internet e appiccicate al progetto. Ho sentito in cantiere che la relazione geologica è da rifare, così come il progetto».
«La verità la conoscono solo la Saga ed i progettisti, ma mi ricordo che è venuto un ingegnere da fuori e sembrava spaesato, diceva di non conoscere queste zone».
C'è molto da parlare o da favoleggiare, ora che i voli quasi non ci sono più. Una cosa però è certa per i lavori di ampliamento: la Saga oggi per risolvere il problema delle fondazioni deve rinunciare al previsto solaio a piano terra.
Senza escludere una variante in corso d'opera, con un costo aggiuntivo per l'aeroporto. D'altra parte chi vince l'appalto non è tenuto alla beneficenza e non può pagare per gli errori altrui, quelli che vengono addebitati sempre ai contribuenti e mai ai responsabili dei disastri. O no?

Sebastiano Calella 22/09/2009 8.18