Teramo, la provincia abruzzese con più stranieri residenti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Il Rapporto sociale 2008 fotografa una realtà in crescita e con molti più problemi da affrontare. Uno di questi è la mediazione culturale, che da quest’anno con un nuovo servizio la Provincia garantisce anche presso gli sportelli della Questura



La provincia abruzzese con il più alto numero di stranieri residenti. Questa è Teramo, così come viene fotografata dall'Istat al 31 dicembre 2007 e come viene rappresentata nell'ultimo Rapporto sociale della Provincia, quest'anno incentrato sul tema dell'immigrazione e presentato questa mattina, nel corso della conferenza stampa tenutasi nella sede della biblioteca Dèlfico, alla presenza del vice presidente e assessore alle Politiche sociali, Renato Rasicci, e dell'assessore al Lavoro e alla Formazione, Eva Guardiani.
Il consueto bilancio sullo stato dei servizi sociali in provincia di Teramo, curato per l'occasione dall'Osservatorio Provinciale Immigrati dell'ente insieme al settore Lavoro e in collaborazione con diversi enti (tra questi l'Università, la Camera di commercio, la Asl, la casa circondariale e associazioni come Caritas e On The Road) fa sapere che il 30% dei residenti stranieri sul territorio regionale sono iscritti nelle anagrafi della provincia teramana; ben 18.171 persone che hanno lasciato il proprio Paese e hanno scelto il territorio teramano per lavorare, studiare, ricominciare da capo. L'integrazione degli stranieri, come emerge dall'analisi, non è semplice: ci sono problemi di comprensione linguistica e di inserimento scolastico per i minori, difficoltà per la ricerca di un lavoro, il rischio di emarginazione, soprattutto per le donne.

Il fenomeno dell'immigrazione in provincia è analizzato dal Rapporto sociale sotto vari aspetti. A livello demografico la popolazione della provincia registra livelli di crescita nell'ultimo decennio molto alti, con incrementi continui annui di 10 persone ogni 1.000 residenti. Una crescita demografica dovuta principalmente alla costante e progressiva rilevanza del fenomeno immigratorio nel territorio. Relativamente ai minori stranieri, in particolare, si registra un incremento dei ricongiungimenti familiari.

I Centri per l'Impiego, dislocati nei comuni di Teramo, Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Nereto, hanno registrato nel 2007 un numero di stranieri avviati al lavoro pari a 8.921, ovvero il 18,5% del totale. I contratti a tempo determinato rappresentano il 56% del totale, mentre il numero degli avviati al lavoro si concentra nei settori industriale, servizi e agricoltura e pesca.
Il dato peculiare dell'imprenditoria extracomunitaria, invece, è costituito dalla crescita delle imprese individuali (basti riflettere sul raddoppio del numero dei titolari immigrati nel giro degli ultimi cinque anni) che ammontano a 2.180.

Il macrosettore più rappresentato tra gli imprenditori immigrati è quello del commercio-servizi (47,3%), seguito dall'industria (41,5%, con aumenti vistosi del manifatturiero e dell'edilizia) e dal settore primario (3,4%).

In questa edizione del Rapporto si è deciso di esplorare anche la condizione dei detenuti nella Casa Circondariale di Teramo, dove la popolazione straniera si mostra in costante crescita e si attesta intorno al 32% del totale nel periodo 2005-2007. Il Rapporto, all'interno del complesso e variegato fenomeno della tratta degli esseri umani, dedica un'attenzione particolare alla prostituzione che, nella provincia di Teramo, risulta essere il fenomeno più rilevante (anche se negli ultimi anni cominciano a farsi consistenti situazioni di tratta legata al lavoro forzato o allo sfruttamento lavorativo).

«Alla luce di ciò che emerge dal Rapporto – è stato il commento del vice presidente ed assessore alle Politiche sociale, Renato Rasicci – è fondamentale la collaborazione tra istituzioni per affrontare problemi, quelli legati all'immigrazione, che diventano giorno per giorno più complessi. Un esempio di dialogo costruttivo è sicuramente quello instaurato tra la Provincia e la Questura di Teramo, che ha portato alla nascita di un nuovo servizio per i cittadini stranieri. Ciò, ovviamente, nell'ottica di potenziare i servizi sociali offerti dall'ente».
«La Provincia garantisce da qualche settimana - ha spiegato l'assessore al Lavoro Eva Guardiani - la presenza dei propri mediatori culturali anche presso lo sportello stranieri della Questura. I mediatori hanno il compito di agevolare la comunicazione tra gli operatori dello sportello e gli utenti immigrati. Un nuovo servizio che siamo contenti di poter garantire sulla base di una sempre più stretta collaborazione tra soggetti istituzionali che si trovano a dover fronteggiare lo stesso fenomeno».
L'Osservatorio Immigrati della Provincia ha coinvolto nel servizio anche le associazioni di stranieri, che hanno assicurato la presenza presso lo sportello di un loro operatore ed hanno tradotto in più lingue un opuscolo informativo (elaborato dalla Questura) che spiega nel dettaglio le procedure da seguire per rinnovare il permesso di soggiorno.
Pertanto, a partire da lunedì 14 settembre ogni giorno (lunedì, mercoledì e sabato, dalle 9,30 alle 12,30 e martedì e giovedì dalle 15 alle 17,30) è presente presso lo sportello stranieri della Questura un mediatore culturale.

19/09/2009 10.53