Ecoemme, tante domande aspettando i bilanci tenuti segreti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Attilio di Mattia, consigliere provinciale dell’Idv aspetta ancora di ricevere i bilanci della Ecoemme dal Comune di Montesilvano. La richiesta inoltrata il 27 luglio scorso è rimasta inevasa.

Intanto ci pensa il consigliere comunale Gabriele Di Stefano, esponente del Pd, a protocollare una interrogazione urgente al sindaco proprio sull'ente strumentale che si occupa di smaltimento dei rifiuti e raccolta differenziata.
Di Stefano chiede al sindaco di dare conto di spese e scelte sostenute a fronte di un servizio che stenta a decollare.
«Per quali motivi», chiede il consigliere, «nonostante il basso livello percentuale i costi del servizio rimangono così elevati?».
Si parla infatti di circa 800 mila euro annui di spese ma è impossibile sapere i criteri di calcolo dei costi proprio a causa della mancanza dei bilanci.
Di Stefano vuole sapere anche quali sono stati i criteri con i quali sono stati assunti operai ed impiegati negli anni dal 2007 ad oggi e per quale motivo il C.d.A. di Ecoemme «ha operato senza il rappresentante di nomina pubblica, con la sola presenza del socio privato senza che Ella abbia proceduto alle nomine».
Un altro punto oscuro riguarda gli uffici dell'ente: «per quali motivi», si interroga il consigliere del Pd, «la sede amministrativa della società Ecoemme, sebbene lo Statuto non lo preveda, è ancora allocata preso gli uffici di Deco s.p.a. di San Giovanni Teatino e non si è dato corso al trasferimento degli stessi presso gli uffici comunali come era stato promesso?»
E poi ancora «per quali motivi la gara per la concessione del servizio che lei aveva previsto di bandire è tutt'ora relegato nel dimenticatoio?».
E poi l'interrogativo più importante riguarda proprio la percentuale di “differenziata” ferma ad un 12%. «Così», tuona Di Stefano», rischiamo di subire la applicazione dell'ecotassa da parte della Regione.
18/09/2009 11.44