Giancarlo Masciarelli "promosso" consulente nella ricostruzione post terremoto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Giancarlo Masciarelli "promosso" consulente nella ricostruzione post terremoto
ABRUZZO. Che c’è di male a ricostruirsi una vita anche se funestata da continue inchieste giudiziarie? Probabilmente nulla: è un sacrosanto diritto della persona, così come quella degli indagati e dei cittadini di vedere amministrata la giustizia in tempi brevi.

Ma i tempi sono lunghi e prima di arrivare alla sentenza definitiva ce ne vorrà.
In questo limbo allora che si fa? Bisogna pur mangiare…
Dovrebbe essere compito della politica (quella pulita) e delle istituzioni preposte controllare, spulciare che tutto si svolga regolarmente e senza dubbi sulla genuinità di chi partecipa a processi importanti e pubblici come la ricostruzione.
Ed invece anche questa volta, come è già successo, certe notizie che circolano sfuggono e nessuno pare farci caso.
Bertolaso assicura che tutto è trasparente ma tiene ben stretti nei cassetti tutti i documenti, non c'è nessun controllo sui subappalti che vengono concessi a ditte con aderenze pericolose.
Anche sulle forniture non ci sono controlli (se una ditta che ha vinto l'appalto si rifornisce da una ditta vicino alla malavita?), alcuni dei gruppi che hanno vinto gli appalti (con procedura semplificata) risultano aver avuto un ruolo in alcune vicende giudiziarie passate legate a corruzione e tangenti, due ditte sono state allontanate perché dopo gli articoli di stampa si sono controllate meglio le amicizie pericolose con personaggi vicino a mafia e ‘ndrangheta.
Ma gli abruzzesi possono stare tranquilli: la guardia dello Stato è alta…
Ed oggi trova conferme da diverse fonti la notizia che Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Fira, ex uomo di fiducia di Giovanni Pace e di Ottaviano Del Turco, “inventore” delle cartolarizzazioni (pure quelle contestate nella maxi inchiesta della sanità abruzzese), sia nuovamente in pista, questa volta con alcune collaborazioni con ditte molto importanti che partecipano alla ricostruzione.
Cioè tali gruppi hanno vinto appalti per milioni di euro per ricostruire L'Aquila, gli alloggi provvisori e molto altro e poi alcuni di questi gruppi si sono rivolti a professionalità locali per quanto concerne servizi, forniture e tecnici.
Magari non c'è nulla di strano, anzi in questi momenti di difficoltà per la regione potrebbe essere una occasione di rilancio per l'economia che stenta.
Ma Bertolaso ed il rinnovatore Chiodi dovrebbero interrogarsi sulla opportunità di certe collaborazioni di persone che sono, sì, innocenti fino a sentenza definitiva ma che tuttavia sono fortemente indiziate di molteplici reati in molteplici inchieste. Non esattamente secondarie.
Masciarelli è pur sempre la figura centrale nello scandalo Fira (ancora non approdato alla udienza preliminare), nella inchiesta sulle tangenti nella sanità, sulle ombre del fallimento dell'ex Delverde.
Dunque, è opportuno che Masciarelli abbia un ruolo nella ricostruzione?
Erano finiti tutti i professionisti competenti e non inquisiti?
Certe cose non scandalizzano più di tanto così come non scandalizzò la notizia di un altro dirigente, Antonio Rognoni, nominato da Gianni Chiodi soggetto attuatore della ricostruzione.
Si tratta di un progetto sponsorizzato dalla Regione Lombardia e fortemente voluto dal suo presidente Formigoni per realizzare una residenza universitaria e a fornire moduli prefabbricati da utilizzare come scuola primaria per la città dell'Aquila. Un progetto che vede la collaborazione anche della Curia. Il dirigente, nominato per verificare che tutto si svolga secondo le regole, risulta indagato per turbativa degli incanti e concussione in una indagine in Lombardia ancora alla fase preliminare.
Nessuno scandalo allora, nessuno scandalo nemmeno oggi anche perché Masciarelli collaborerebbe con ditte vicine a Forza Italia.
E che importa se Masciarelli è quello che -secondo il suo avvocato difensore, Carlo Taormina- avrebbe scritto il famoso “dossier” (ma lui smentisce), un dettagliato promemoria della storia tangentizia in Abruzzo, specie nel centrodestra?
Taormina lo ha ribadito chiaramente nelle interviste e ai pm di Pescara, Trifuoggi, Bellelli, Di Florio: «il memoriale esiste ma non ve lo posso dare perché ho il segreto professionale».
E questo continuo ricordarlo (se ne parla ormai da un anno e mezzo) ha l'aria di un gioco strano non comprensibile ai più che deve pure avere un senso.
Allora le domande sorgono spontanee.
Come ha fatto Masciarelli a diventare consulente? Ha superato una selezione, si è proposto, ha presentato il curriculum oppure è stato “caldamente” sponsorizzato dalla politica?
Ed il nuovo datore di lavoro possibile che non aveva mai sentito parlare delle vicende abruzzesi e degli scandali in cui è coinvolto il suo consulente? Oppure lo ha scelto proprio per questo?
Una scelta delicata e importante, non c'è che dire.
Di sicuro Masciarelli ha le sue potenzialità e le sue competenze in materia ingegneristica, pare anche finanziaria, ma a questo punto bisogna credere che sia uno degli ingegneri più quotati in Italia visto che alla ricostruzione partecipano grandissimi gruppi e, dunque, grandissimi esperti.
Complimenti, allora a Masciarelli per la promozione.

17/09/2009 8.25