Discarica di Collecorvino. Wwf:«sbagliato costruirla in zona agricola»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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COLLECORVINO. Il Wwf si schiera sul fronte del no circa la realizzazione del complesso impiantistico integrato di gestione dei rifiuti speciali (discarica con annesso impianto di digestione anaerobica con recupero energetico) da ubicare nel Comune di Collecorvino in località Caparrone.



Le aree agricole dove dovrebbe sorgere l'impianto sono considerate di «grande valore economico e paesaggistico».
La presenza di vasti vigneti di Montepulciano, Sangiovese, Trebbino, Pecorino, Chardonnay e Cococciola, circondati da olivi secolari, macchie di querce e laghetti collinari conferisce a questa area una immagine forte di un paesaggio agricolo antico ma nello stesso tempo anche attuale e proiettata nel futuro, perché rappresentazione di tradizione e innovazione, economia e paesaggio, turismo e cultura.
Ai confini dell'area interessata dall'impianto, infatti, si svolgono varie attività tra cui: allevamento di bestiame (bovini, ovini, caprini e suini, nonché pollame e conigli), alcuni dei quali tutelati con marchio Igp; orticoltura e frutticoltura con produzioni pregiate e di nicchia e principalmente l'olivicoltura e la viticoltura di qualità.
Le colture limitrofe all'impianto, che si estendono su tutto il territorio di Collecorvino, ricorda il Wwf, sono sottoposte a regolamenti europei e destinate alla produzioni di vini Dop Montepulciano d'Abruzzo e Trebbiano d'Abruzzo.
Del resto tutto il territorio da anni è interessato da “Piani di Sviluppo Rurale” (regionali, nazionali e comunitari) realizzati con ingenti investimenti finanziari sia di natura pubblica che privata.
Tutto ciò determinerebbe un elevato valore agricolo, economico, culturale e paesaggistico dell'area, ben noto, secondo il Wwf.
«Le aree agricole in argomento (compresa anche l'area del sito interessato dall'impianto)», spiegano dal Wwf, «sono inserite all'interno del “Parco rurale del Fino”, redatto dalla Provincia di Pescara nel 2004, mirante a realizzare forme di tutela e di sviluppo nelle aree rurali caratterizzate da un paesaggio agrario di pregio compresi nel territorio di Collecorvino, Elice, Penne, Picciano e Città S. Angelo. In applicazione della legge 27 luglio 1999 n. 268 “ Disciplina delle strade del vino” in Abruzzo sono state individuate sei “Strade del Vino e dei Sapori” tra cui quella denominata “Strada del Vino Colline Aprutine” che partendo dal mare arriva fin sotto le montagne, attraversando proprio il territorio in argomento in cui la coltivazione dell'olivo è tutt'uno con il paesaggio dominato dai vitigni Montepulciano e Trebbiano d'Abruzzo. Riteniamo questa scelta assolutamente sbagliata favorire una iniziativa privata di alto impatto ambientale senza tener minimamente conto della indiscutibile vocazione di questa parte di territorio. Inoltre si segnala che l'impianto è in contrasto con il Piano».
Per il Wwf inoltre l'impianto «è in contrasto con le previsioni del Piano Provinciale Rifiuti sia in termine di localizzazione che per le distanze dai nuclei, case sparse e funzioni sensibili (scuola di Caparrone); l'intervento risulta in contrasto con il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pescara che tutela l'area inserendola nel proprio Sistema Ambientale (corridoio eco biologico, filtro di permeabilità di secondo livello e caposaldo della produzione agricola). Trattandosi quindi di proposta di variante al PTP la procedura da adottare è quella della VAS; l'intervento, che prevede anche un nuovo e impattante tracciato viario la cui titolarità non è certamente della Regione Abruzzo Direzione Gestione Rifiuti, risulta in contrasto con i piani regolatori di Collecorvino e Città S. Angelo. Pertanto anche per questa ragione la procedura da adottare è quella della VAS, oltre naturalmente quella della V.I.A.».

16/09/2009 14.19