Anche il consiglio comunale di Atessa difende il suo ospedale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATESSA. Un Consiglio comunale aperto per difendere il futuro del locale ospedale, minacciato da tagli ed accorpamenti «avvenuti senza il coinvolgimento dell'amministrazione comunale, che peraltro non è presente nel Comitato dei sindaci che il manager consulta».
Così ha spiegato Nicola Cicchitti, sindaco di Atessa, e promotore dell'iniziativa per confrontarsi pubblicamente con il manager Michele Caporossi, Asl Lanciano Vasto, alla presenza di un folto gruppo di cittadini e di operatori della sanità accorsi nell'aula consigliare.
All'incontro erano stati invitati anche i consiglieri regionali, presenti con Antonio Prospero, Franco Caramanico, Antonio Menna e Luigi De Fanis.
Dibattito ampio, con l'appoggio scontato della minoranza di centrosinistra al manager e con quello – meno previsto, ma a sorpresa molto evidente – di alcuni componenti della maggioranza di centrodestra che pure recentemente avevano contestato le scelte del manager perché penalizzanti per l'ospedale di Atessa.
In sintesi Michele Caporossi ha spiegato come è nato e come è stato approvato il Piano industriale della Asl, comprese le decisioni che riguardano Atessa: «Noi abbiamo avuto l'incarico dal Commissario governativo di redigere uno strumento tecnico secondo le linee guida del Piano di risanamento dei debiti della sanità – ha spiegato il manager – ne abbiamo parlato con la Giunta regionale, con la Quinta commissione, con i sindaci del Comitato e mai nessuno ha eccepito alcunché. Le scelte tecniche, e non politiche, prevedono che l'ospedale di Atessa abbia un futuro in alcuni settori, come la chirurgia, per la quale abbiamo investito oltre 3 milioni di euro nelle sale operatorie. Con le risorse che abbiamo è il massimo che potevamo fare». «Sarà pure così – ha replicato il sindaco che alla fine si è assunto da solo l'onere della difesa d'ufficio dell'ospedale – mancano i soldi, servono i risparmi? Atessa ha dato, ma gli oltre 700 mila euro risparmiati sono andati a finanziare altre cose. Noi chiediamo che i soldi risparmiati qui, ad esempio, vadano a finanziare l'istituzione della terapia intensiva, l'unico modo per dare un sicuro vero alla Chirurgia e quindi a tutto l'ospedale. E poi, se bisogna risparmiare, che significano 2 reparti di Otorino a Vasto e Lanciano con pochi posti letto e così per Oncologia in quegli ospedali? Noi non vogliamo essere figli di un Dio minore»
. Un richiamo alla necessità del ritorno alla politica per sottrarre le scelte sanitarie ai metodi ragionieristici è venuto dal consigliere regionale Antonio Menna, che ha criticato l'assessore Venturoni per aver bocciato solo sulla stampa il commissario Redigolo e l'approvazione dei Piani industriali delle Asl:«L'amico assessore deve venire a dire queste cose nell'aula consigliare della Regione e il Commissario governativo non può fare solo il ragioniere».

s.c. 16/09/2009 11.14