Lavoratori Clean Service, venerdì vertice per il loro destino

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Venerdì 18 settembre presso l’Ufficio del Lavoro di Teramo, si deciderà il destino lavorativo di 4 lavoratori della Clean Service di Francesco Di Giorgio licenziati a seguito della decisione dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo di ridurre le attività in uno dei reparti dell’Ente.



Sarà la Fp Cgil di Teramo a rappresentarli. Oltre al responsabile della ditta artigiana teramana, è stato convocato anche il Rappresentante Legale dell'Istituto Zooprofilattico.
«Abbiamo coinvolto anche lo Zooprofilattico», spiegano dalla Fp Cgil Teramo, «perché si sono ravvisati vari profili di illegittimità a carico dell'Ente, alcuni tra questi perseguibili penalmente».
Il sindacato rivendica infatti il reintegro dei lavoratori licenziati ingiustamente; il riconoscimento della somministrazione fraudolenta di lavoro e appalto illecito di manodopera; lo svolgimento di mansioni diverse e superiori rispetto alla qualifica riconosciuta; l'adeguamento retributivo e la regolarizzazione contributiva e il risarcimento del danno.
«Ci auguriamo», dicono i rappresentanti sindacali, «che questa volta il Rappresentante Legale dell'Istituto Zooprofilattico sia presente diversamente da quanto accaduto in passato. I tentativi di risolvere bonariamente la vicenda di questi lavoratori, infatti, sono stati molteplici. Anche la Provincia di Teramo ha convocato le parti per ben due volte e mai il Rappresentante Legale dello Zooprofilattico si è presentato nonostante le assicurazioni fatte ai lavoratori. L'Istituto ha delegato due dirigenti che hanno rappresentato più che dignitosamente l'Ente, ma a cui non avevano conferito, di fatto, poteri decisionali e non si è potuto avviare nessun percorso risolutivo».
Per un altro caso, annuncia sempre la Fp Cgil, l'Istituto sarà chiamato a rispondere anche di non aver versato i contributi previdenziali ad una lavoratrice unitamente alle differenze salariali in quanto la lavoratrice pur avendo un rapporto di lavoro a progetto, in realtà, svolgeva un rapporto di lavoro subordinato.
«Se il risultato dell'azione vertenziale dovesse essere positiva per i lavoratori», chiude l'organizzazione sindacale, «i cittadini dovranno accollarsi un ulteriore onere».

15/09/2009 11.24