Interessi al 35%, finisce nella morsa degli aguzzini: 4 rom arrestati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MOSCIANO SANT’ANGELO. Era in difficoltà ed aveva confessato il suo disagio ad una persona che credeva amica. Invece, la notizia arriva alla famiglia Di Rocco che presta soldi a strozzo nella zona.
Inizia così l'odissea di un autotrasportatore, A.C., di Mosciano Sant'Angelo che però ha avuto la forza di denunciare.
Sono state così arrestate dai carabinieri di Giulianova, agli ordini del Luogotenente Antonio Longo, 4 persone resesi responsabili di concorso continuato in usura.
Si tratta di Alfredo Di Rocco, 46 anni, residente a Giulianova in Via del Torrione, la moglie Giovina, Rocco Bevilacqua originario di Satriano di Lucania, 54 anni, residente a Giulianova e Ferdinando Di Rocco anch'egli residente a Giulianova.
La vittima in gravi difficoltà legate al momento di crisi economica si era rivolto a Bevilacqua che a sua volta aveva allertato la famiglia rom.
L'uomo ha bisogno di € 3.000,00, somma immediatamente concessa, nel mese di dicembre 2008, ad una condizione: ogni mese avrebbe dovuto restituire una somma di circa 1.000 euro, comprensiva di un interesse pari al 35%.
Inizia così l'agonia di A.C., che termina quando stremato economicamente ed anche psicologicamente, decide di denunciare tutto al maresciallo Paolo Gentile, comandante della Stazione dei carabinieri di Mosciano, nei cui confronti nutre stima e fiducia.
L'opera dell'Arma non tarda ad arrivare e dopo qualche giorno, necessario per eseguire i dovuti accertamenti, scatta la trappola.
Così la mattina del 10 settembre scorso, verso le ore 10.30, in Piazza Roma di Giulianova, mentre Bevilacqua e Di Rocco si apprestano a ritirare l'ennesimo rateo usuraio, intervengono i militari traendoli in arresto in flagranza.
Nel frattempo i coniugi Di Rocco si trovano in giro per le vie di Giulianova, venuti a conoscenza dell'arresto dei due complici, riescono a sottrarsi momentaneamente alla cattura, scappando e rifugiandosi presso l'abitazione di alcuni parenti che si trovano in Sulmona.
Ma i carabinieri che non hanno mai smesso di essere sulle loro tracce, richiedono ed ottengono dal Gip di Teramo, l'emissione di una misura cautelare in carcere nei loro confronti.
Così due giorni dopo Alfredo e Giovina di Rocco vengono tratti in arresto.
«Abbiamo raccolto numerosi elementi», ha spiegato il comandante Longo, «ci apprestiamo ad eseguire ulteriori accertamenti per verificare se ci siano altri casi analoghi, invitando come sempre alla collaborazione coloro che sono vittime di tale fenomeno ed anche la cittadinanza tutta».
Secondo i militari, le famiglie Rom si starebbero riorganizzando nelle loro attività criminali.
Partiti molti anni fa proprio con i furti, le estorsioni e l'usura, negli ultimi tempi, si erano dedicati soprattutto al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Ma le costanti ed ultime indagini avrebbero spaventato la comunità rom per cui alcuni di essi avrebbero deciso di tornare indietro nel tempo, preferendo attività quali l'usura.

UN ARRESTO PER FURTO AGGRAVATO

Alle prime ore dell'alba di oggi Enrico Di Michele, 36enne di Mosciano Sant'Angelo, già noto alle Forze dell'Ordine , dopo aver forzato il cancello d'ingresso, è penetrato all'interno della Ditta “Edilforniture” di Giulianova lungo la SS-80.
L'uomo ha portato via 14 barre di rame della lunghezza complessiva di 4 metri cadauna, caricandole a bordo di un Fiat Ducato.
Ma il furgone è stato bloccato poco dopo dai carabinieri. Di Michele è stato arrestato e la refurtiva, dal valore di circa € 1.500,00, è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. L'arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo in attesa dell'udienza di convalida davanti al Giudice dove si dovrà difendere dall'accusa di furto aggravato.


14/09/2009 14.29