Inquinamento acustico a Pescara. «Dati allarmanti nel dossier Arta»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Inquinamento acustico a Pescara. «Dati allarmanti nel dossier Arta»
PESCARA. Il Wwf: «una città malata cronica di inquinamento acustico». Enormi ritardi in città e in tutta la regione nell'applicazione delle norme poste alla pianificazione, monitoraggio, risanamento e controllo del rumore.

Pescara si conferma come città gravemente malata di rumore. Il Wwf ha divulgato un corposo dossier dell'Arta Abruzzo redatto a Maggio 2009 in cui emergono fortissime e diffuse criticità per quanto riguarda l'inquinamento acustico.
Grazie ad una moderna strumentazione fornita dall'amministrazione provinciale di Pescara, l'Arta ha posto sotto controllo diversi siti sensibili della città (Liceo Classico in via Firenze; ARTA in via Marconi; Conservatorio in via Muzii; ITC Manthonè in via Tiburtina; Università in Viale Pindaro; Ospedale Civile in via Fonte Romana e Stazione dei Carabinieri in viale D'Annunzio).
«I risultati sono impressionanti», annuncia il Wwf.
E spulciando i dati la situazione sembra chiara e viene così riassunta dall'associazione ambientalista: in quasi tutte le stazioni di rilevamento vengono superati di gran lunga i limiti posti dalla normativa in materia sia di giorno che di notte (per le aree urbane il massimo sarebbe 65 dBA diurno e 55 dBA notturno per le aree caratterizzate da intensa attività umana - classe IV - ma si consideri che nella zonizzazione i comuni dovrebbero classificare molte aree della città in classi più basse con limiti più stringenti). In tutti i siti si superano di gran lunga i limiti suggeriti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per le ore notturne e in più le differenze tra rumore diurno e notturno sono minime, pertanto i cittadini sono esposti al rumore nelle ore più critiche, quelle del riposo.
«Pescara si conferma cronicamente malata per quanto attiene la qualità della vita», denuncia Augusto De Sanctis del Wwf. «L'Arta già nel 2004 aveva prodotto un approfondito studio che aveva dimostrato l'elevatissimo inquinamento acustico della città. Da allora non è praticamente accaduto nulla non solo per quanto riguarda la zonizzazione acustica ma, soprattutto, per il varo di piani di risanamento acustico che sono obbligatori dal 1995 nelle città in cui i cittadini sono particolarmente esposti al rumore».
De Sanctis ricorda anche che fin dal 1995 la Legge nazionale obbliga i comuni superiori a 50.000 abitanti a presentare ogni due anni alla cittadinanza una relazione sull'inquinamento acustico. «L'unico intervento», continua De Sanctis, «è stato quello riguardante la posa in opera di pannelli fonoassorbenti lungo la ferrovia ma non è stata affrontata con rigore l'emergenza traffico che è la vera fonte di rumore che affligge Pescara».
Il Wwf aveva fortemente criticato la precedente giunta comunale per la «timidezza» con cui stava affrontando la questione.
In questi mesi, però, l'associazione ha constatato come l'attuale giunta abbia «varato con urgenza provvedimenti per perpetuare il dominio delle auto sulla mobilità sostenibile. L'attuale amministrazione finora non sembra vedere nell'inquinamento dell'aria e acustico la vera emergenza da risolvere per tutelare la salute di tutti e in particolare di bambini, donne e anziani».
Ad esempio, nello scandalo dei marciapiedi della riviera trasformati in strade e parcheggi il Wwf aveva risposto all'invito del vicesindaco Fiorilli a presentare proposte inviando una nota scritta il 24 luglio per chiedere un incontro.
L'incontro c'è stato?
«Stiamo ancora aspettando», assicura De Sanctis. «In ogni caso le nostre proposte sulla mobilità sostenibile che sosteniamo da anni sono pubbliche: aumento delle piste ciclabili, percorsi protetti per i mezzi pubblici, car sharing, organizzazione della mobilità con il mobility manager nelle grandi strutture pubbliche e private, navette veloci per collegare i parcheggi con la riviera».
Il Wwf ritiene che il caso di Pescara non sia certo isolato nel contesto abruzzese, dove si sconta un ritardo enorme nel rispetto delle normative vigenti.
Gli obblighi previsti dalla legge nazionale 447/95 «sono disattesi praticamente ovunque».
La Legge regionale a cui era demandata l'organizzazione delle iniziative locali è stata varata solo nel 2007 a 12 anni di distanza (la legge nazionale prevedeva l'emanazione di leggi regionali entro 1 anno).
«Lo studio dell'Arta», chiude il Wwf, «dimostra che dotando l'Agenzia di strumentazioni adeguate è possibile garantire con i fatti i diritti dei cittadini».
L'associazione chiede ai Comuni abruzzesi di applicare immediatamente gli obblighi derivanti dalle normative e di esercitare il potere sostitutivo previsto dalla Legge nei casi in cui il Comune risulti inadempiente lasciando i cittadini esposti a livelli pericolosi di inquinamento acustico.

11/09/2009 13.24