Incendio Seab, Wwf: «migliaia di ettari coinvolti, fino in Molise»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Incendio Seab, Wwf: «migliaia di ettari coinvolti, fino in Molise»
IL DOCUMENTO. CHIETI. Il Wwf può finalmente divulgare la mappa delle aree di ricaduta degli inquinanti presenti nella nube formatasi a seguito dell'incendio SEAB a Chieti scalo del 18-20 luglio scorsi. ARTA: TUTTI I DATI SONO ON LINE

Lo studio di ricaduta è stato redatto dall'Università di L'Aquila su richiesta dell'Arta.
La documentazione, da quanto sostiene l'associazione ambientalista, era disponibile fin dalla fine di luglio ma non è stata mai divulgata, nonostante studi simili fatti sugli incendi Ecoadriatica e Magma fossero stati pubblicati sul Web a pochi giorni dai fatti.
Il Wwf ne è entrato in possesso lunedì 7 settembre dopo un accesso agli atti richiesto il 2 agosto scorso.
Le immagini spiegano meglio di ogni altro commento le conseguenze che possono derivare da incendi che coinvolgono aziende di questo tipo.
«Gli Enti dovranno tener conto di questa documentazione nella valutazione degli studi di impatto ambientale per impianti di questo genere», spiegano dal Wwf.
Le aree interessate sono ampie decine di migliaia di ettari fino ad arrivare addirittura in Molise.
Le zone di maggiore ricaduta riguardano due province, quella di Pescara e di Chieti.
Il Wwf, ad incendio ancora in corso, aveva sollevato fortissimi dubbi circa la mancata attivazione delle procedure di emergenza nella provincia di Pescara, che, a causa del cambiamento della direzione del vento, era stata investita lo stesso dalla nube.
Infatti ora sappiamo che Cepagatti rientra nella mappa addirittura nella zona rossa.
Altri paesi come Manoppello, Pianella e Rosciano risultano interessati al pari di comuni come Bucchianico e Casalincontrada (in blu nell'elaborazione della mappa fatta dal dipartimento Arta di Chieti).
L'accesso agli atti del Wwf sulla vicenda prosegue, anche perché l'associazione ha chiesto, sempre il 2 agosto, tutta la documentazione anche alle ASL di Chieti e Pescara.
Quest'ultima non ha risposto nonostante siano passati i 30 giorni previsti dalla legge per garantire il diritto all'informazione dei cittadini.


11/09/2009 8.30

ARTA: TUTTI I DATI SONO ON LINE

Niente di nuovo nelle precisazioni del Wwf, secondo l'Arta Abruzzo che ricorda che dopo l'incendio della Seab «abbiamo diffuso cinque comunicati stampa con cadenza settimanale, a partire dal 20 luglio, riportandone di volta in volta i testi anche sul sito internet».
Appena è stato noto l'esito degli accertamenti di laboratorio effettuati su acque, aria e suolo, comprese le analisi commissionate all'università di Siena per verificare l'eventuale presenza di diossina, «anche questa documentazione è stata pubblicata sul web per la libera consultazione», sottolinea l'Arta.
Per quanto riguarda lo studio sulla ricaduta dei fumi da combustione, commissionato al Cetemps (Centro di Eccellenza Tecniche di TElerilevamento e Modellistica Numerica per la Previsione di Eventi Meteo Severi) dell'università di L'Aquila, «i contenuti tecnici sono stati semplificati in una nota sintetica inviata agli organi di informazione il 10 agosto».
La mappa elaborata dallo staff del professor Guido Visconti, spiega ancora l'agenzia, «è uno strumento necessario all'ARTA per pianificare in modo mirato le attività di campionamento e analisi di acque e terreni che, secondo lo studio, risultano probabilisticamente interessati, con diverse percentuali di deposizione, dalla ricaduta dei fumi sprigionati dall'incendio.
Nell'eventualità di emergenze ambientali, come incendi di questo tipo, pur impegnandosi ad assicurare la trasparenza sui propri rilievi, l'ARTA Abruzzo sceglie un'azione comunicativa improntata alla certezza dei dati, attendendo di avere un quadro definitivo e chiaro della situazione per divulgare i risultati degli screening analitici».
12/09/2009 9.43