Raid intimidatorio in porto: pescherecci danneggiati, danni ingenti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Raid intimidatorio in porto: pescherecci danneggiati, danni ingenti
PESCARA. Tre pescherecci danneggiati. Danni per oltre 200 mila euro. Imbarcazioni costrette all’ormeggio per mancanza di strumentazioni. Nessuna possibilità di uscire in mare per ritornare a pescare.
Sono queste le conseguenze di un vero e proprio raid mirato di alcuni vandali che nella notte tra mercoledì e giovedì hanno fatto razzia al porto canale di Pescara.
Gli sconosciuti –pare che non siano stati visti da nessuno- sono saliti a bordo delle barche e hanno distrutto completamente suppellettili e tutto quanto è istallato nelle cabine di comando, manomettendo seriamente quadri, strumentazioni, impianto elettrico.
Inoltre hanno messo fuori uso i sistemi di refrigerazione e le macchine per la produzione di ghiaccio, dando persino fuoco ad alcune cassette di polistirolo sistemate nei vani frigo.
Una azione che secondo alcuni sarebbe mirata ad impedire il ritorno in mare da lunedì visto che proprio domenica finisce il fermo imposto per legge.
Le imbarcazioni prese di mira sono la “Maria Teresa”, “Federico Primo” e “Manuccio” e costituiscono la flotta della famiglia Di Giovanni, armatori e pescatori residenti da generazioni nel borgo marino sud.
In mattinata, quando i marinai e i capitani dei tre pescherecci si sono presentati a lavoro, hanno scoperto di essere stati vittima di un vero e proprio atto di devastazione a scopo intimidatorio, hanno quindi avvertito polizia e Capitaneria di porto che hanno eseguito i rilievi scientifici e dato inizio alle indagini.
Per ora c'è stretto riserbo sulle indagini che potrebbero allargarsi probabilmente all'ambiente della pesca o in settori limitrofi per capire chi potrebbe aver avuto interesse a mettere fuori gioco il gruppo dei fratelli Di Giovanni (uno di loro, Lucio Di Giovanni, è anche il presidente in carica dell'Associazione pescatori pescaresi).
Il raid resta uno degli episodi più gravi capitati negli ultimi anni anche se piccoli “sgarri” sono molto frequenti e mirati più al furto che al danneggiamento. E' noto nell'ambiente anche la forte rivalità ed invidia che porta spesso a disgregare una categoria che rischia di essere spazzata via dalla crisi economica e dalla mancanza di rinnovamento generazionale.
E ieri si è tornato a parlare anche del problema sicurezza del porto canale.
Specie durante le ore notturne le banchine sono incustodite.
Il gabbiotto che dovrebbe essere adibito per la sorveglianza notturna, di recente costruzione, non è mai stato presidiato. Non si sa nulla nemmeno dei sistemi video.
La scorsa settimana sempre lungo il porto canale ma nella zona adibita al diporto una imbarcazione di 14 metri ha preso fuoco. Anche in quel caso i danni sono stati calcolati in oltre centomila euro ed il natante completamente distrutto. Gli inquirenti che indagano seguono la pista della intimidazione.
Il proprietario della barca sarebbe un noto commerciante di Torre de' Passeri attivo nel settore alimentare della media distribuzione.

11/09/2009 7.55