Antenne San Silvestro:«si indaghi per corruzione: vogliamo sapere chi e perchè»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Una denuncia per corruzione a carico di chi negli anni, almeno dal 2000, ha omesso e di fatto reso impossibile il trasferimento delle antenne di San Silvestro.




PESCARA. Una denuncia per corruzione a carico di chi negli anni, almeno dal 2000, ha omesso e di fatto reso impossibile il trasferimento delle antenne di San Silvestro.



E' l'ultima iniziativa dei cittadini ostaggio dei tralicci ed esasperati dai continui rinvii della soluzione al problema inquinamento elettromagnetico.
Come noto, in quel sito l'inquinamento elettromagnetico è provocato da circa 60 antenne di emittenti radio-tv che trasmettono spesso con potenze superiori ai limiti di legge.
Nonostante varie sentenze favorevoli alle richieste dei circa 3.000 abitanti di San Silvestro e pur in presenza di misurazioni ufficiali ed ufficiose che indicano il superamento dei limiti di legge per l'inquinamento, con tanto di studio del professor Boscolo dell'Università di Chieti, nonostante le promesse di varie Giunte comunali e regionali di entrambi gli schieramenti, niente si è mosso.
Sarà la volta buona?
Di sicuro l'iniziativa pare originale ma potrebbe avere qualche effetto.
Il ragionamento è semplice: l'articolo 319 del Codice penale recita che la corruzione c'è quando si compie un atto contrario ai doveri di ufficio o si omette e ritarda un atto d'ufficio per aver ricevuto denaro o “altra utilità”.
Qui siamo di fronte ad almeno 9 anni di omissioni.
E la corruzione?
I firmatari non hanno prove di passaggi di denaro ma chiedono ai giudici di verificare come mai vi sia il “sintomo” (palese omissioni di atti d'ufficio) e dunque scandagliare le ragioni possibili. Insomma capire chi ci abbia guadagnato, se qualcuno ci ha guadagnato, ed in cambio di cosa.
Sarà il giudice –dopo l'eventuale inchiesta- a stabilire se, quando e come il pubblico ufficiale tenuto alla esecuzione delle sentenze abbia “incassato”.
I residenti puntano il dito anche su alcune interviste effettuate dalle televisioni che trasmettono da San Silvestro che –secondo una loro tesi- potrebbe costituire “l'altra utilità” di cui parla il codice. Insomma una omissione in cambio di visibilità-pubblicità?
Ma il quadro si tinge di giallo quando i cittadini rilevano che il sito di San Silvestro da tempo non è più compreso nei Piani delle frequenze, che le ripetute ordinanze della Regione per riallocare gli impianti dopo il superamento dei limiti di inquinamento sono state disattese, e che – soprattutto – sembrerebbe che nella documentazione acquisita per procedere alla denuncia non sono state rinvenute le prescritte autorizzazioni regionali degli impianti di San Silvestro.
Perché?
E se, come sembra, tutti gli impianti radio-tv con potenza superiore a 350 Watt presenti a San Silvestro entro il 2000 dovevano richiedere l'autorizzazione e questa autorizzazione non c'è, saremmo in presenza dell'esercizio abusivo di un'attività industriale.
Insomma Regione assente e Comune di Pescara latitante per la tutela della salute pubblica, visto che la preoccupazione per minimizzare l'esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici non ha prodotto nessuna iniziativa di delocalizzazione.
Molto strano anche che la procura negli anni delle proteste feroci (fine anni '90) non si sia mai interessata.
C'è da dire tuttavia che una inchiesta penale è al termine dopo oltre due anni di indagini e potrebbe essere chiusa entro l'anno. Chissà se si riusciranno a trovare le risposte alle omissioni.
Di sicuro potrebbe essere coinvolta la burocrazia a diversi livelli. Come detto i sintomi ci sono e perdurano da oltre un decennio: la gente vuole sapere perché e per colpa di chi sono costretti a subire le conseguenze nocive di onde elettromagnetiche sulla loro salute.
Senza dire che i comportamenti omissivi degli enti preposti alle attività di vigilanza (Ministero ed Arta in particolare) potrebbero ipotizzare le ipotesi di reato di abuso d'ufficio che ha comportato un sicuro vantaggio patrimoniale alle emittenti: non risultano, infatti, applicate sanzioni amministrative di nessun tipo in occasione del superamento dei limiti elettromagnetici.
Dunque, guerra totale contro i potenti (vedi la Rai e le tv nazionali del presidente del Consiglio) che fanno il bello ed il cattivo tempo senza che nessuno abbia il coraggio di intervenire, nemmeno la Regione che addirittura (è il presidente Gianni Chiodi che scrive al Ministro Scajola) sottolinea che «l'azione di delocalizzazione era stata avallata dal Tar... ma questo comporterà un onere per la cittadinanza che dovrà riposizionare le antenne e per le emittenti che debbono a loro spese delocalizzarsi».
Poveretti i proprietari delle antenne... Facciamo una colletta per risarcirli?
E la salute dei cittadini di San Silvestro chi la ripaga?

Sebastiano Calella 10/09/2009 8.18