Rifiuti. Ancora un impianto smaltimento a Chieti da 243.560 tonnellate l'anno

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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I DOCUMENTI. CHIETI. Dopo il progetto Siderferroplast scoperto qualche giorno fa grazie a Rifondazione Comunista arriva il progetto Life di Angelo Fabrizio Bellia con le sue 243.560 tonnellate/anno di rifiuti da gestire.
Pubblicato sul sito della Regione del Comitato Valutazione di Impatto Ambientale: il 12 settembre scade il periodo per le osservazioni, anche per gli Enti.
L'Abruzzo Social Forum e il Comitato locale di cittadini Villa Blocc di Chieti scalo durante una conferenza stampa hanno sollevato il caso di un ulteriore megaprogetto per la gestione dei rifiuti a Chieti scalo.
Si tratta dell'intervento della ditta Life di Angelo Fabrizio Bellia, che ha presentato alla Regione Abruzzo la richiesta di autorizzazione per la gestione di 243.560 tonnellate/anno di rifiuti non pericolosi (di cui 160.000 tonnellate annue di rifiuti di ferro; 70.000 tonnellate annue di metalli non ferrosi; 5.000 tonnellate annue a di parti di autoveicoli; 6300 t/a di parti di mezzi rotabili; 10 t/a di marmitte catalitiche; 750 t/a di spezzoni di cavo di alluminio coperto e 1.500 t/a di spezzoni di cavi di rame coperto).
Per stessa ammissione della Ditta (come già per la Siderferroplast) il progetto comporta una modifica qualitativa e quantitativa dei rifiuti da trattare rispetto a quanto precedentemente autorizzato (e, infatti, devono sottoporsi alla procedura di VA).
Il progetto è attualmente in fase più avanzata di quello Siderferroplast perchè è già stata attivata la procedura di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale.
La Regione dovrà stabilire, infatti, se bastano le semplici indicazioni contenute nelle relazioni presentate finora o se il progetto dovrà essere assoggettato alla più complessa e approfondita Valutazione di Impatto Ambientale.
Le relazioni sono sul sito della Regione ( le pubblichiamo qui sotto per comodità ndr ) e il prossimo 12 settembre scadono i termini per la presentazione delle osservazione da parte degli interessati.
L'Abruzzo Social Forum e il Comitato Locale Villa Blocc stanno preparando una serie di osservazioni.
Prima tra tutte l'aumento del traffico di tir e camion in un'area già satura di emissioni, con una stima di oltre 8.000 movimenti di mezzi pesanti che dovranno arrivare e partire da Chieti scalo.
«Questo fattore di criticità», spiegano le associazioni, «crea un aumento delle emissioni, di potenziale aumento dell'incidentalità e di stress delle sedi stradali attraversate e non viene affrontato negli studi consegnati dalla ditta»
Altri fattori critici il rischio di incidente ed incendio (tra i rifiuti che verranno gestiti si segnalano materie infiammabili (coperture di cavi, ad esempio) e l'inquinamento acustico, visto che il progetto prevede interventi di frantumazione o cesoiatura in aree aperte del materiale ferroso.
Nelle stesse relazioni presentate dalla ditta si ammette che la distanza dalle case più vicine è poco più di 150 metri. «Peraltro», sottolineano ancora le associazioni, «non sono neanche citati studi fonometrici in grado di dimostrare che il rumore dell'impianto non supererà le soglie previste dalla legge».
Tra l'altro la vicinanza non riguarda poche case ma decine di abitazioni poste a breve distanza dall'impianto. In un raggio di poche centinaia di metri troviamo, ancora una volta, il Villaggio Mediterraneo, l'Università e l'Ospedale.
L'Abruzzo Social Forum e il Comitato Locale Villa Blocc chiedono che il progetto venga subito bocciato.
«La storia passata e recente di Chieti scalo, con rifiuti sotterrati con conseguente inquinamento diffuso ovunque e incendi di impianti a raffica che hanno coinvolto decine di comuni, dovrebbe insegnare che l'area non è più idonea a sopportare altri stress ambientali».
E stupiscono le autorizzazioni che sarebbero state già concesse dalla Provincia di Chieti per lo scarico nelle acque del Fosso S. Martino (che secondo la ditta sarebbe stata rilasciata il 9/06/2009) e delle immissioni in atmosfera dai camini (che secondo la ditta sarebbe stata rilasciata il 25/06/2009), viste le condizioni di acclarata criticità ambientale nell'area della val Pescara.
Le due organizzazioni lanciano un appello a tutti gli enti, Comune di Chieti in primis, a tutte le associazioni e anche ai semplici cittadini «affinchè esprimano il più fermo dissenso alla Regione Abruzzo entro il 12 settembre».
09/09/2009 15.45