Il Csm:«Berlusconi non offese Trifuoggi quando commentò l’arresto di Del Turco»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. Ha sicuramente usato espressioni aspre, colorite e immediate il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quando, commentando l'arresto di Ottaviano Del Turco, parlò di «teoremi» dei pm e di una vicenda «molto strana».
Ma non avrebbe delegittimato i magistrati che conducevano quell'inchiesta, il pool formato da Nicola Trifuoggi, Giuseppe Bellelli, Giampiero Di Florio.
Le sue dichiarazioni posso essere infatti, secondo la competente commissione del Consiglio Superiore della magistratura, «ricondotte al diritto di critica».
Una vera e propria assoluzione del supremo organo di tutela della categoria dei magistrati nei confronti del premier non parco di critiche verso i giudici.
Giovedì prossimo, intanto, la prima commissione discuterà altre pratiche (di segno diametralmente opposto) a tutela dei giudici, che accusano Berlusconi di aver denigrato i magistrati milanesi del processo Mills, e i pm napoletani delle inchieste sui rifiuti e su Agostino Saccà.
Sollecitata dai consiglieri del Movimento per la Giustizia a intervenire a difesa dei pubblici ministeri di Pescara titolari dell'inchiesta che aveva coinvolto diversi esponenti della giunta abruzzese e portato all'arresto l'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, alcuni assessori e consiglieri di centrosinistra, dopo le parole pronunciate dal premier e dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, stavolta la Commissione ha dunque stabilito che Berlusconi non ha denigrato i magistrati.
Lo ha fatto invece l'ex capo dello Stato, Cossiga, che definì l'arresto di Del Turco la «reazione della magistratura al discorso di D'Alema, che alla Camera ha riconosciuto l'esistenza del nodo politica-magistrati» e che parlò di un «avvertimento magistrale: un modo per sbattere tutti in galera e per dire: non crediate che certe cose le facciamo solo con Mastella e con sua moglie. Potrebbe succedere anche alla moglie di Veltroni».
L'ex presidente Cossiga fece molto di più in altre interviste televisive arrivando a pronunciare frasi difficilmente catalogabili come non offensive proprio nei confronti del procuratore capo di Pescara.
«Dai pm solo teoremi. Mi sembra una cosa molto strana, è strano che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata di un intero gruppo regionale» commentò invece Berlusconi.
«Una dichiarazione che - scrive la Commissione - può essere ricondotta al diritto di critica, seppur esercitato in modo aspro e apodittico (così da rendere difficili puntualizzazioni e precisazioni atte a informare correttamente la pubblica opinione)».
«Non altrettanto invece può dirsi», sottolineano i consiglieri del Csm, «per le parole di Cossiga: l'interpretazione in chiave politica delle condotte di magistrati, nell'esercizio delle loro funzioni, come manifestazione di una volontà persecutoria, disancorata dalle emergenze istruttorie, costituisce elemento di discredito della funzione, prima ancora che dei singoli magistrati».
«Un fatto ancor più grave se le denigrazioni avvengano da parte di persone che rivestono cariche di particolare rilevanza politica».
Intanto l'inchiesta sulla sanità si allarga e sembra promettere sviluppi dirompenti ancora una volta nell'ambito della politica nazionale arrivando a toccare i vertici del Pdl.
L'impressione è che la stagione dei veleni contro i magistrati pescaresi non sia affatto terminata.

08/09/2009 9.05