Foce Vomano e inquinamento: verso una soluzione?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PINETO. La lingua di ghiaia che ostruisce parte della foce del fiume Vomano, deviandone le acque limacciose e torbide tutte nel mare prospiciente il territorio comunale di Pineto, verrà rimossa.


E' quanto assicurato questa mattina dall'assessore regionale ai Lavori pubblici, Servizio idrico integrato, Gestione integrata dei bacini idrografici, Difesa del suolo Angelo Di Paolo che ha incontrato il Sindaco di Pineto Luciano Monticelli, l'assessore di riferimento Ida Nardi, il consigliere comunale delegato al demanio Enzo Nardi, il dirigente dell'ufficio tecnico l'ingegner Marcello D'Alberto.
All'incontro presente anche l'ingegner Pierluigi Caputi della Direzione per la difesa del territorio.
La delegazione pinetese si è presentata all'appuntamento con un voluminoso fascicolo arricchito con immagini fotografiche scattate anche dall'alto che testimoniavano l'attuale conformazione della foce rispetto a qualche anno fa, quando il deflusso delle acque era regolare sia in direzione Roseto, sia in direzione Pineto, nel rispetto delle correnti marine.
Oggi non è più così in quanto la barriera di ghiaia devia le acque verso Scerne di Pineto sino a raggiungere la zona della Torre di Cerrano con gravi disagi per i bagnanti, costretti a tuffarsi nelle acque torbide.
«L'assessore Di Paolo ha riconosciuto che la situazione non è assolutamente sostenibile», ha sottolineato il Sindaco Monticelli al termine dell'incontro, «che quella lingua di ghiaia rappresenta un ostacolo pericoloso che potrebbe determinare un eventuale rischio esondazione del Vomano in caso di piogge ripetute e abbondanti».
Nei prossimi giorni l'assessore Di Paolo convocherà i tecnici del Comune di Pineto e del Comune di Roseto per pianificare l'intervento, stabilendo anche delle prescrizioni necessarie per la realizzazione dei lavori. Roseto ovviamente è interessata al problema in quanto quella barriera ghiaiosa si trova sul lato nord della foce del fiume, in territorio rosetano, appunto.
La Regione, intanto, ha fatto sapere che riprenderà in esame il progetto della Provincia di Teramo per la salvaguardia dei fiumi, per il quale inizialmente era previsto un finanziamento di 7 milioni di euro.
Per portare avanti il programma di tutela delle acque interne, però, servirebbero più soldi e soprattutto è necessario che alcune aree occupate da privati vengano liberate dagli insediamenti.
Il progetto della Provincia prevede nel caso del fiume Vomano il ripristino di tutte le campate del ponte ferroviario per assicurare il regolare deflusso delle acque in caso di piena. Attualmente però almeno 7 campate sul lato nord sono ostruite da strade ed insediamenti.
«Una situazione davvero complessa – ha affermato l'assessore provinciale Elicio Romandini – aggravata dal fatto che dopo tutti questi anni e dopo gli eventi degli ultimi mesi, la somma residua del finanziamento, meno di 5 milioni, non è sufficiente a garantire un intervento adeguato. Abbiamo meno soldi per effetto dell'aumento dei prezzi e dobbiamo realizzare un maggior numero di interventi; un gap calcolabile attorno ai 5 milioni di euro. Su questi specifici aspetti presenteremo una relazione e una richiesta di integrazione di finanziamento alla Regione».
«Visto che eventuali altri finanziamenti, così come preannunciato dalla Regione, non saranno disponibili nell'immediato», ha precisato il presidente Valter Catarra, «sarà indispensabile, di concerto con i Comuni e con la stessa Regione, ridefinire gli interventi prioritari».
Fra questi, ci potrebbe essere lquello sulla foce, per eliminare le attuali esondazioni a danno del territorio di Pineto.


04/09/2009 16.24