Per il Parco della Maiella il campeggio di Pretoro è abusivo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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 Per il Parco della Maiella il campeggio di Pretoro è abusivo
PRETORO. Il Parco della Maiella ha detto no. Il campeggio di Pretoro, così come finora gestito con le roulotte fisse, non può avere la sanatoria richiesta «per quanto di competenza» del Parco stesso.

Dunque, dopo anni di attesa, la comunicazione ufficiale del direttore Nicola Cimini taglia la testa al toro del lungo contenzioso e chiarisce ufficialmente che le strutture fisse lì realizzate e a suo tempo, multate dalla Forestale, sono illegittime.
In pratica il Parco così ha dato ragione alla posizione dell'Aptr, l'azienda di promozione turistica, che da sempre aveva negato al Campeggio la classificazione, proprio per mancanza di requisiti e sciogliendo così le incertezze dell'Ufficio turismo della Provincia che pure in passato aveva accettato classificazione a tre stelle e tariffe di questa struttura.
Siamo, infatti, in presenza di un “parco di campeggio” e non di un campeggio, così come classificato da tempo anche dalla cartografia del Prg del Comune di Pretoro.
E questo significa che la presenza dei turisti nella struttura può essere solo di pochi giorni e non di tutto l'anno, come se si fosse in presenza di un residence.
Quindi le roulotte inglobate da costruzioni e divenute veri e proprio bungalow sono irregolari.
Stupisce, semmai, che il Comune con la mano destra disegna un Prg in un modo (parco di campeggio) e con la mano sinistra affitta la struttura come campeggio e consente, nonostante l'obbligo di vigilanza, che negli anni ci sia un cambiamento di fatto dei luoghi.
No, dice il Parco: in zona protetta questo non è possibile e comunque al di là di ogni considerazione di opportunità o di rispetto ambientale è contraddittorio chiedere la sanatoria per una struttura che non è mai esistita.
Il contenzioso era nato, come si sa, dopo che oltre due anni fa la Forestale aveva multato 111 campeggiatori che lì risiedevano dopo aver affittato queste strutture fisse realizzate negli anni.
L'opposizione a queste multe aveva aperto la guerra tra i campeggiatori, il Parco, il Comune, la società che gestisce il campeggio (vecchi e nuovi gestori) e i vari enti che hanno la competenza del controllo, dai Vigili del fuoco, alla Prefettura, all'Aptr, al Parco con interessamento anche della Procura della repubblica.
La domanda era: come è possibile che un'attività ricettiva sia svolta in questo modo, senza autorizzazioni, con prescrizioni non realizzate e con l'indifferenza del Comune interessato solo a riscuotere l'affitto del campeggio e che alla fine pagano solo gli incolpevoli campeggiatori che avevano trovato le roulotte così com'erano?
Chi doveva controllare la regolarità delle strutture: il Comune o gli affittuari temporanei?
Dopo varie vicende (c'è stata anche una sentenza del Tar Pescara che – inaudita altera parte - ha dato ragione alla Società che gestisce il campeggio e lo ha fatto riaprire dopo un'ordinanza di chiusura della struttura), finalmente all'inizio dell'estate, in data 9 giugno, era stata inoltrata all'Aptr una richiesta di classificazione del campeggio come residence.
Ma l'Aptr a fine luglio ha ribadito il suo no respingendo l'istanza.
Poi a fine agosto la lettera del Parco che ribadisce il suo diniego alla sanatoria. Adesso si deve pronunciare solo l'Ufficio turismo della Provincia che, a quanto se ne sa, si adeguerà alle decisioni del Parco.
La parola fine toccherà alla magistratura che da tempo segue la vicenda e che dovrà sciogliere il nodo delle responsabilità del Comune: se il Prg e le norme di attuazione identificano la zona come Parco di campeggio temporaneo, com'è stato possibile autorizzare lavori e modifiche?

Sebastiano Calella 03/09/2009 10.52