Provincia di Teramo: approvata tra le polemiche la variazione di bilancio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Il Consiglio, nella riunione di ieri, ha approvato, con i soli voti della maggioranza e dopo una vivace discussione, la quarta variazione al bilancio di previsione.


Il provvedimento implica l'iscrizione di una somma di 2.535.115 euro che servirebbe a pagare alcuni debiti fuori bilancio la cui legittimità è stata riconosciuta con voto unanime.
Si tratta del pagamento delle quote associative per il 2009 della Lega delle autonomie locali (5.823 euro) e dell'Upi (13.370 euro); delle sanzioni da corrispondere al Comune di Teramo - per un totale di 219.924 euro – a causa del ritardato pagamento dell'Ici su diversi immobili di proprietà tra il 1993 e il 1999; e delle spese legali derivanti da un'ordinanza del Tribunale di Teramo – sezione Lavoro all'esito di un contenzioso (3.690 euro).
Polemiche sono state sollevate dall'opposizione sulla mancata copertura del bando semestrale riguardante i contributi alle associazioni culturali.
«Nella precedente consiliatura – ha detto il capogruppo del Pd, Ernino D'Agostino, annunciando il voto contrario del gruppo – abbiamo sempre coperto il bando con variazioni nel corso dell'esercizio finanziario. L'amministrazione aveva il dovere di compiere ogni sforzo possibile per trovare le somme necessarie, per esempio utilizzando quelle destinate all'escursioni estive che dopo il terremoto non si sono più tenute».
«Mi sarei aspettato una presa di coscienza da parte da parte dei precedenti amministratori – ha replicato l'assessore al Bilancio, Davide Di Giacinto – al fine di approvare i loro debiti e le loro irregolarità, dato che in bilancio non sono state iscritte persino le somme necessarie a pagare spese fisse come le quote associative di Upi e Legautonomie».

Gran parte degli interventi successivi si sono concentrati sulla gestione finanziaria dell'ente. Sul punto Ugo Nori (lista D'Agostino Presidente) ha lanciato un appello, viste le difficoltà in cui versano le amministrazioni locali, a «fare una battaglia comune per allentare i vincoli del patto di stabilità». «Nell'Upi, dove sono rappresentate tutte le forze politiche – ha aggiunto - c'è un accordo di fondo su queste questioni, dunque il mio è un invito alla calma e al ragionamento».
«Non abbiamo mai contestato la prevedibilità delle spese – ha chiosato il Presidente, Valter Catarra – ma la mancata previsione di spese fisse, inderogabili, certe. Le giustificazioni che sono state fornite al riguardo, cioè che si tratta in alcuni casi di errori e in altri di ritardato pagamento, non possono essere valide».
Sulle spese dell'ente è intervenuto tra gli altri il consigliere Flaviano Montebello (Pdl) dichiarandosi stupito dopo aver appreso il trattamento economico dei dirigenti dell'ente.
«Chi ha amministrato la Provincia negli anni precedenti ed ha contributo a far arrivare a questi livelli gli stipendi, ha delle responsabilità».
«Abbiamo semplicemente applicato il trattamento accessorio previsto per legge – ha replicato il consigliere Giulio Sottanelli (Pd) – e nemmeno ai livelli più alti come invece è accaduto in molte altre Province».

03/09/2009 9.07