Area di risulta, la patata bollente nelle mani di Mascia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Area di risulta, la patata bollente nelle mani di Mascia
PESCARA. «La riqualificazione dell’area di risulta di Pescara rappresenta un’opera strategica per la nuova amministrazione comunale, un’opera che intendiamo concretizzare nei prossimi cinque anni di governo della città».

Non sono le parole dell'ex sindaco D'Alfonso pronunciate (a più riprese) dal 2003 ma quelle del neo sindaco Luigi Albore Mascia.
Una comunione di intenti che in realtà affonda le sue radici negli anni '90 da quando ogni amministrazione che si è avvicendata a Palazzo di città ha cercato di sistemare l'area più grande al centro cittadino.
Poi una serie di polemiche e l'inchiesta giudiziaria della procura di Pescara ha appurato come la gara d'appalto (vinta dalla ditta Toto spa) messa in piedi per due volte dal Comune era fortemente viziata da presunte tangenti.
Un appalto che avrebbe letteralmente chiuso il centro cittadino al libero accesso ma imposto una tassa per il parcheggio ed il passaggio in un'area dieci volte più ampia della stessa area di risulta.
Ora il centrodestra ci riprova e tenta di mettere la parola fine, non essendoci riuscita nel 2000 con il sindaco Carlo Pace.
Ieri l'amministrazione comunale ha tenuto un incontro con i responsabili dello Studio Monestiroli, Antonio e Tommaso, autore dell'ultimo progetto di recupero urbano.
«Quei 13 ettari situati nel cuore di Pescara non possono restare un ‘vuoto urbano', ma vanno ripensati e ridisegnati tenendo fede alla naturale vocazione della superficie, puntando al verde, a parcheggi e a opere strutturali monumentali», ha spiegato Mascia, «dovremo però approfondire lo stato dei finanziamenti, a partire dai fondi Fas stanziati per la biblioteca-mediateca che doveva essere appaltata già entro lo scorso 30 giugno».
«A due mesi dal nostro insediamento abbiamo ritenuto una priorità convocare il primo vertice con lo Studio Monestiroli, un colloquio utile per allacciare un rapporto di confronto e collaborazione – hanno detto il sindaco Albore Mascia e l'assessore Marcello Antonelli -, ma anche per affrontare subito uno dei nodi principali, fondamentali della nostra compagine di governo: la riqualificazione dell'area di risulta dovrà caratterizzare la nostra amministrazione».
Il primo passo del Comune ora dovrà essere il reperimento di tutte le carte relative alla progettazione redatte sino a oggi, carte che dovranno essere riesaminate in modo approfondito per fare il punto della situazione.
Bisognerà insomma accertarsi della reale esistenza di fondi erogabili.
«I fondi Fas della Regione Abruzzo», ha spiegato il primo cittadino, «circa un 1 milione 550mila euro dovevano già essere impiegati entro il 30 giugno 2009, ma di fatto, al momento dell'insediamento, non abbiamo trovato appalti già espletati».
«Nei prossimi giorni – ha aggiunto Antonelli – approfondiremo la tematica effettuando verifiche con gli uffici tecnici».


03/09/2009 8.18