Pineta, «le 39 anatre uccise dal botulino di tipo C»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Pineta, «le 39 anatre uccise dal botulino di tipo C»
PESCARA. «E’ stato senza alcun dubbio la tossina del botulino di tipo C a uccidere i 39 esemplari di anatra all’interno del laghetto del comparto 3 del Parco D’Avalos».
Lo hanno confermato le indagini diagnostiche effettuate sulle carcasse dei primi anatidi morti e dell'animale preso vivo, ma già colpito dal germe, indagini effettuate dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo.
Le analisi sono state consegnate ieri mattina all'amministrazione comunale di Pescara che nel frattempo ha però già attivato le prime procedure per la bonifica del bacino idrico.
Una delle notizie “bomba” dell'estate è quella dell'inquinamento a livelli insopportabili (tanto che le anatre sono morte avvelenate) dell'acquitrino-palude al centro della pineta unificata e mai bonificata nei fatti.
Un paio di anni fa l'inaugurazione del polmone verde con nuove recinzioni e perimetri, staccionate e qualche spruzzo di verde qua e là mai più curato nel frattempo.
L'acqua verde salmastra e schiumosa da anni lasciava intendere che qualcosa di poco salubre si stava verificando nella zona dove bambini e genitori giocano tra veleni e topi.
Mai prese in considerazioni i nostri allarmi dalla amministrazione di centrosinistra (decimata poi dagli arresti) che faceva sapere che i topi non erano un problema perché, quelli, sono ovunque.
Nel frattempo sono passati anni (era infatti il 2005) e siamo di nuovo al punto di partenza ( Ratti, non parole  - Ratti, non parole 2)
Le analisi sono state condotte sui campioni del sistema nervoso e degli organi interni, come polmoni, intestino, trachea, reni, cervello e siero.
Gli accertamenti hanno escluso la presenza di patologie come l'influenza aviaria o la West Nile Disease, mentre proprio le indagini condotte sui campioni di sangue hanno evidenziato la positività alla tossina botulinica di tipo C, specie nell'anatra viva che mostrava uno stato di parziale paralisi flaccida degli arti posteriori.

«I dati dell'Istituto Zooprofilattico», hanno commentato gli assessori comunali Panzino, Teodoro e Ricotta, «hanno dunque confermato i primi esami condotti dall'Arta sulla qualità dell'acqua del laghetto che in un punto del bacino, a ridosso dell'ingresso su via della Bonifica, aveva già fatto emergere la presenza in grosse quantità di spore di clostridi».
Accertate le cause del decesso delle anatre, «l'amministrazione comunale ha ora avviato le prime misure per garantire l'immediata bonifica del bacino idrico e il ripristino delle adeguate condizioni igienico-sanitarie, ponendo riparo a un degrado che ormai si trascinava da sei anni: già da dieci giorni – hanno ancora ricordato gli assessori Teodoro, Ricotta e Panzino – abbiamo riattivato i sette bocchettoni interni e i cinque in superficie del lago per garantire un adeguato ricambio di acqua e la relativa ossigenazione, bocchettoni che abbiamo trovato completamente ostruiti dai rifiuti».
Inoltre in seguito «ad attente ricerche» gli uffici tecnici sono riusciti a individuare un tombino dell'acqua della bonifica di allaccio alla rete fognaria che si trovava lungo l'ex strada statale e che era stato completamente interrato e occluso durante i lavori di rifacimento della stessa via della Bonifica.
Anche quel punto di allaccio era fondamentale per consentire una corretta fluidificazione dell'acqua del lago, che dunque negli ultimi sei anni non è stata garantita per carenze nel servizio di manutenzione della struttura.
Già oggi la giunta Mascia inoltrerà all'Arta una richiesta ufficiale per ripetere le analisi sulla qualità dell'acqua del bacino e verificare se, con il processo di ossigenazione riattivato, siano spariti clostridi e altri germi o batteri.
«Se il lago avrà riassunto parametri idonei», hanno confermato gli assessori, «allora avvieremo la bonifica interna del bacino con l'utilizzo di un'idrovora capace di raccogliere tutti i rifiuti e gli escrementi depositati sul fondo. Se invece l'Arta dovesse verificare ancora la persistenza di botulino o altri germi, allora dovremo procedere con interventi più radicali».
Intanto nella mattinata di ieri le Commissioni consiliari permanenti Lavori Pubblici e Ambiente, presiedute rispettivamente da Armando Foschi e Domenico Lerri, hanno effettuato un sopralluogo congiunto presso il comparto 3 per verificarne le attuali condizioni.


03/09/2009 8.53