Alga rossa: in Abruzzo è innocua, nelle Marche è tossica

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Dalle analisi Arta sulle acque costiere la spiegazione del fenomeno comparso già a Tortoreto e Martinsicuro. Ieri alga rossa anche a Pescara.
Nei giorni scorsi sulla base di alcune segnalazioni giunte da cittadini hanno denunciato l'anomala colorazione del mare lungo la costa di Roseto, nel Teramano.
Venerdì i tecnici del Dipartimento provinciale di Pescara dell'Arta Abruzzo hanno eseguito un sopralluogo per prelevare un campione di acqua nell'area interessata dal fenomeno e valutarne l'estensione.
Dall'analisi del campione è emersa un'elevata concentrazione della microalga Fibrocapsa japonica, la stessa specie già individuata dall'Arta a Tortoreto e Martinsicuro nella prima metà di agosto: si tratta di una fitoflagellata che attribuisce all'acqua marina una colorazione bruno-rossastra, ma non è tossica per l'uomo, non comportando rischi igienico-sanitari e non pregiudicando dunque la balneabilità del tratto di litorale dove prolifera.
La fioritura di Fibrocapsa si estende attualmente fino a Silvi e probabilmente perdurerà finché una mareggiata non determinerà il ricambio delle acque.
Ieri mattina l'agenzia regionale per la Tutela ambientale si è mossa anche sul litorale nord di Pescara per verificare l'improvviso fenomeno della colorazione rossastra del mare.
Alle 11 in punto i biologi dell'Arta avevano già assunto i primi campioni ed entro oggi arriverà la conferma circa l'origine dell'episodio, che dovrebbe essere legato alla infiorescenza dell'alga rossa, innocua per l'uomo.
«La preoccupazione è subito andata al fiume Pescara», ha detto l'assessore all'Ambiente del Comune di Pescara, Isabella Del Trecco, «anche se l'onda colorata arrivava da nord».
Intanto però gli stessi biologi dell'Arta hanno rassicurato l'amministrazione, i balneatori e i bagnanti circa la non pericolosità dell'episodio.

02/09/2009 8.06

NELLE MARCHE INVECE ALGA ROSSA «TOSSICA»

Il confine tra regione Abruzzo e Marche imposto dall'uomo sembra essere stato rispettato anche dalle alghe, le marchigiane sono tossiche e quelle abruzzesi no.
Stesso fenomeno, dunque, per cause diverse e con effetti diversi.
Una email di un lettore ci segnala, infatti, che un'alga rossa, l'ostreopsis ovata, ha creato non pochi problemi per tutta l'estate sul litorale marchigiano.
La settimana scorsa, addirittura, il sindaco di Ancona ha firmato una ordinanza di divieto di balneazione temporanea, a titolo cautelativo, sul litorale del Passetto, proprio a causa della presenza dell'alga in densita' «degna di attenzione», anche se inferiori a livello di fioritura.
Stesso divieto anche a Numana.
Ai cittadini e' stato consigliato di evitare lo stazionamento lungo il litorale per prevenire il rischio di disturbi respiratori dovuti ad inalazione di aerosol marino della tossina. L'ordinanza e' stata emessa sulla base delle linee guida del ministero della Salute e del verbale dell'Arpam (omologa dell'Arta abruzzese).
Gli effetti sulla salute umana possono essere febbre a piu' di 38' C, faringite, tosse, disturbi respiratori, cefalea, nausea, raffreddore, congiuntivite, vomito, dermatite.
Nelle coste abruzzesi il fenomeno è invece imputabile alla "Fibrocapsa japonica" che, in base alle affermazioni dell'Arta è innocua. Pare la pensi in maniera differente il Ministero della Salute che a pagina 4 del dossier la inserisce tra le specie di alghe potenzialmente tossiche. Il Ministero sottolinea anche che «ad una specie in particolare sono stati associati i casi più gravi di contaminazione delle acque marine per i risvolti sanitari osservati: l'alga bentonica Ostreopsis ovata», quella delle Marche, appunto.

02/09/2009 10.23


[url=http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_641_allegato.pdf]LE LINEE GUIDA DEL MINISTERO[/url]