Supermanager in Provincia con super contratto e super risarcimento

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Mazzata di fine estate per la Provincia di Pescara: per il Tribunale del capoluogo adriatico, infatti, l’amministrazione pubblica è stata condannata a pagare 1 milione e 345mila euro e interessi legali e rimborso spese di giudizio per 21 mila euro all'ex direttore generale dell'ente Edoardo Barusso.


Il presidente Guerino Testa ha annunciato che non ha alcuna intenzione di pagare e che non solo ha deciso di presentare ricorso ma che invierà le carte alla Corte dei Conti.
L'incarico di direttore generale a Barusso e' stato conferito nel maggio del 2000 dall'ex presidente della Provincia Pino De Dominicis, dopo il parere favorevole espresso dalla giunta con la delibera 189.
La durata dell'incarico, stando al contratto, era di durata pari al mandato del presidente.
Il trattamento economico fisso previsto era pari a 300 milioni di vecchie lire all'anno oltre ad un ulteriore compenso pari all'1 per cento della spesa complessiva per il personale,che gli veniva riconosciuto per attività di formazione e aggiornamento del personale, al rimborso di tutte le spese per la partecipazione a corsi e alcuni benefit.
Il contratto prevedeva anche altri compensi in percentuale. Barusso inoltre non aveva vincoli di orari e presenze ed era dispensato dal servizio una settimana al mese.
A conclusione del rapporto gli competeva anche un trattamento pari a una mensilità per ciascun anno. Testa ha ricordato che a seguito di alcune polemiche relative all'entità dei compensi la Provincia propose a Barusso una riduzione e successivamente la risoluzione del contratto lasciando solo la formazione.
Al rifiuto di Barusso nel giugno del 2000 seguì la revoca del contratto che si basava sul fatto che da alcuni articoli di giornale pubblicati a Trieste «erano emerse circostanze rilevanti ai fini della valutazione di opportunità della nomina del dottor Barusso a direttore generale».
La tappa successiva fu il ricorso di Barusso per contestare la legittimità dei provvedimenti e chiedere l'esecuzione del contratto.

IL TRIBUNALE DA' RAGIONE ALL'EX MANAGER

Ma secondo la sentenza del 24 aprile 2009 e depositata il 2 luglio scorso, le contestazioni mosse a Barusso e poste a base della revoca non appaiono fondate, perchè definite presunte, irrisorie e non provate, a fronte, invece, di ampie e fondate valutazioni sulle sue capacità. Il legale nominato della Provincia Franco Sabatini ha tempo fino al 30 settembre per proporre appello.
Il presidente Testa,dopo aver sottolineato la superficialità della passata amministrazione nel trattare la vicenda e la totale estraneità di quella attuale,ha detto che «siamo preoccupati sull'esito finale della questione in quanto se venisse confermata la sentenza di primo grado erediteremmo un fardello molto pesante».
Testa ha aggiunto che così l'ente sarebbe costretto a fare tagli o ad accedere un mutuo.
«La Provincia - ha sottolineato- ha una capacità di indebitamento di 4 - 5 milioni di euro. Nel caso di un mutuo da due milioni di euro sarebbe dimezzata la capacità di investimenti».
E ha parlato di quella vicenda anche l'ex presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis, secondo il quale «non c'e' stata alcuna leggerezza e il contratto non e' stato revocato perchè ci sono state delle polemiche, ma in quanto Barusso ha tradito la mia fiducia avendo nascosto l'esistenza di un'indagine a suo carico della magistratura triestina».
De Dominicis, nel corso di una conferenza stampa, ha spiegato di aver sempre «agito nell'interesse della pubblica amministrazione sia - ha detto - quando ho chiesto e scelto il meglio per la Provincia, vale a dire un manager di indiscussa fama, sia quando ho deciso di rescindere il contratto avendo Barusso tradito la mia fiducia per aver sottaciuto aspetti importanti, relativi alla sua posizione personale, che avrei dovuto sapere».
L'ex presidente ha definito «singolare» la sentenza del giudice del lavoro che condanna la Provincia sostenendo che i motivi addotti dall'ente per la rescissione del contratto non siano sufficienti per una personalità importante come Barusso.
«La possibilità di nascondere aspetti eticamente importanti per una corretta amministrazione - ha detto - sembra introdurre il principio che etica e correttezza si misurino in rapporto inversamente proporzionale allo spessore del personaggio: più sei qualificato e meno valgono le regole della buona condotta».

01/09/2009 8.17