Cordoma, chieste dimissioni. Di Mattia(Idv): «programma fallito in pieno»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. E’ polemica sul rimpasto di giunta annunciato dal sindaco Pasquale Cordoma. Di Stefano (Pd): «pensa solo alle poltrone», Di Mattia (Idv): «programma fallito in pieno». L’esponente di Forza Nuova, Marco Forconi ne chiede nuovamente le dimissioni. CASTRICONE E SECONE: «CITTÀ FERMA, VECCHIE FACCE»



La giunta ter di Cordoma dovrebbe essere pronta nel giro di poche settimane ma le polemiche su questo restyling non si placano.
Il consigliere Gabriele Di Stefano del Partito Democratico sostiene che il cambio in corsa («praticamente uno ogni 8 mesi») sia la conferma di «scelte inadeguate per il compito assegnato agli assessori».
Nel frattempo «le spese pazze per le manifestazioni estive che nei due anni della destra ammontano a più di 600 mila euro», contesta Di Stefano, «non hanno risollevato il turismo, praticamente morto».
«Il fiume Saline», continua il consigliere, «è abbandonato e quando se ne parla accade sempre per studiare le possibilità di cementificarne i dintorni con interventi pesanti di edilizia privata, mentre potrebbe costituire la nostra ricchezza che insieme al mare potrebbe fare la fortuna della Montesilvano turistica».
Si aggiunge al coro di critiche anche il consigliere provinciale dell'Italia dei Valori, Attilio Di Mattia, che boccia senza speranza l'intero programma del sindaco.
Di Mattia parla del Piano Commerciale innovativo promesso in campagna elettorale che si sarebbe poi tradotto nella decisione di aprire un centro commerciale: «una mossa del genere in un periodo di crisi economica andrebbe contro un piano strategico sostenibile e soprattutto contro le piccole imprese e contro l'artigianato che lui stesso sembrava supportare in campagna elettorale».
Il consigliere dell'Idv, eletto proprio a Montesilvano, passa poi al capitolo sicurezza, giudicata non risolta, al miglioramento della qualità della vita («non devo dilungarmi, i cittadini possono capire da soli quello che ha fatto Cordoma»), e la qualità dell'arredo urbano («marciapiedi inesistenti, basta farsi un giro per via Verrotti o Via Adige per sentirsi sul podio del tiro a segno»).
Per i fondi europei, secondo Di Mattia, «non c'e' stata comunicazione corretta e trasparente. Se in realtà sono stati reperiti, come sono stati impiegati? Ci sarebbe forse bisogno di fare un bilancio riassuntivo e metterlo sul sito del Comune per informare i cittadini, dato che Cordoma si era imposto come il sindaco trasparente».
«Consiglio al sindaco», chiude il consigliere provinciale, «di passare meno tempo nella stanzetta dei bottoni agendo di più nel rispetto del suo programma».

30/07/2009 11.33

CASTRICONE E SECONE: «CITTÀ FERMA, VECCHIE FACCE»

«Il terzo rimpasto della giunta di Montesilvano è il chiaro segno che quella di Cordoma è una maggioranza casuale, che ha vinto le elezioni solo perché su Montesilvano si è abbattuta l'inchiesta giudiziaria Ciclone, sulla quale, peraltro, a distanza di tre anni sarebbe necessario fare chiarezza». Lo affermano il segretario provinciale del Partito democratico Antonio Castricone e il segretario cittadino Mirko Secone, dopo il terzo rimpasto della giunta comunale di centrodestra a Montesilvano.
«Ogni volta dal sindaco arriva un proclama del tipo “questa è la mia giunta” salvo poi subire le pressioni e le angherie dei partiti e delle liste della sua coalizione e cambiare tutto» dicono Castricone e Secone, «ma il rimpasto è solo l'effetto di un'azione amministrativa scialba, fatta solo di proclami populisti, ma che non ha saputo dare risposte su alcun tema».
Dal novembre 2006, dicono i due dirigenti del Pd, «Montesilvano è ferma. Non un progetto, non una idea da questo sindaco. Le strade sono un colabrodo senza la minima manutenzione, le opere pubbliche non esistono neppure nei documenti di programmazione dell'amministrazione e le opere che la giunta di centrosinistra aveva programmato, progettato e finanziato vengono addirittura ritardate per l'incapacità di costoro».
L'elenco è presto fatto: «Che fine ha fatto il parco Pinocchio, cofinanziato dalla Provincia di Pescara? Che fine ha fatto la sistemazione di via Saragat, finanziata dalla Regione Abruzzo? Ed il Distretto Sanitario già in fase di appalto grazie ad un accordo di programma con la Asl di Pescara? E il parco fluviale, finanziato con un milione di euro di fondi Cipe e pronto per partire, invece sostanzialmente fermo da due anni e mezzo? Per non parlare della Circonvallazione, completata e bloccata per i capricci di un Sindaco e di una Amministrazione senza idee».
30/07/2009 17.23