Provincia Chieti: priorità al "piano scuola"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Verificare le condizioni di tutte le scuole superiori della provincia e mettere a punto un piano di interventi per la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici del territorio.
Sono questi gli obiettivi del «Piano Scuola» che il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, ha delineato in questi primi giorni di lavoro insieme alla sua giunta.
Il primo appuntamento di questo articolato programma di interventi ci sarà giovedì prossimo, 30 luglio, quando nella sala di giunta Di Giuseppantonio riunirà attorno al tavolo gli assessori delegati (Donatello Di Prinzio, edilizia scolastica, e Mauro Petrucci, pubblica istruzione), i dirigenti e i tecnici dell'ente. Sarà un incontro eminentemente informativo, in cui verrà delineata la mappa dello stato degli edifici scolastici di competenza provinciale e verranno segnalate al presidente e agli assessori le necessità più urgenti.
In base a quanto emergerà, la giunta provinciale, d'intesa con i tecnici, varerà un articolato calendario per rispondere alle situazioni giudicate di priorità assoluta, in modo tale che gli interventi si possano concludere prima della riapertura della scuole.
«Quella della sicurezza degli edifici scolastici – ha precisato il presidente Di Giuseppantonio – è una delle priorità del mio mandato amministrativo: in troppe occasioni, nel corso della campagna elettorale, mi sono imbattuto in strutture che sono sotto gli standard di qualità, che sono di importanza capitale, anche per l'apprendimento e la crescita culturale dei nostri ragazzi. Riuscire ad offrire ai nostri giovani ambienti sicuri e tranquilli costituisce la premessa indispensabile per migliorare la loro formazione. Ho voluto che il “Piano scuola” partisse in estate, mentre le scuole sono chiuse, per poter intervenire tempestivamente, prima della riapertura degli istituti, nei casi più gravi. Ho raccolto diverse segnalazioni, dai tecnici e dai presidi, ma al riavvio delle lezioni ho intenzione anche di sentire la voce degli studenti, che molto spesso vedono meglio di chiunque altro le carenze strutturali delle scuole dove vivono una parte importante della loro vita».

27/07/2009 14.01