Incendio Seab, revocata ordinanza. Cgil pensa a sicurezza degli stabilimenti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Come annunciato ieri è stata revocata l’ordinanza del sindaco Ricci e degli altri sindaci dei comuni limitrofi che vietavano la vendita e il consumo di prodotti delle campagne teatine.


Ieri i dati pervenuti dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e Molise, provenienti dai campioni vegetali nelle aree coinvolte dall'incendio allo stabilimento Seab di Chieti, «non hanno riscontrato livelli di contaminazione da diossina o PCB diossina-simili superiori alla normale presenza dovuta alle attività antropiche».
«E' questo l'importante dato che emerge dalle analisi», ha commentato con soddisfazione il sindaco Ricci.
«Le ricerche già completate», ha aggiunto il primo cittadino di Chieti, «relative alla determinazione di diossine o simili sui campioni prelevati dal Servizio di Prevenzione e dal Servizio Veterinario della Asl di Chieti il 21 luglio, hanno evidenziato la presenza di contaminanti nella misura normalmente riconducibile alle attività di coltivazione e che quindi non costituiscono alcun pericolo per la salute pubblica».
I risultati sulle ulteriori ricerche analitiche dovrebbero arrivare oggi.
In attesa degli altri esami, le raccomandazioni per i cittadini sono le stesse già rese note in altre circostanze analoghe, ovvero: chiunque ha contatti con il terreno dovrà lavarsi accuratamente le mani, lavare bene frutta e verdura prima della consumazione e sbucciarla, lavare le piazzole ed i balconi, annaffiare le piazzole onde evitare il sollevamento dei polveri depositate, non utilizzare i pozzi d'acqua superficiale per l'irrigazione, effettuare una corretta manutenzione dei filtri dei climatizzatori.
Intanto poche persone nei mercati poiché molti si soo trovatidisorientati dalle notizie che sono arrivate e poi smentite.
E non si placano le polemiche accese nei giorni scorsi proprio a seguito dell'emanazione dell'ordinanza.
Per il vice presidente del Consiglio, Umberto Di Primio (Pdl), «dopo aver seminato il caos tra i cittadini , allarmati da un possibile rischio di contaminazione ed aver danneggiato economicamente i contadini», il sindaco «ha candidamente ha emesso un'altra ordinanza per annullare quella precedente. Insomma un vero pasticcione incapace politicamente e dannoso per la città».
Di Primio chiede alla Regione «di vigilare , con ancor più solerzia , su attività commerciali simili a quella andata in fiamme al fine di tutelare a pieno la salute dei cittadini».
Per la Cgil di Chieti, invece, «non è più rinviabile» l'avvio di un tavolo permanente di confronto «che veda la partecipazione di tutti i soggetti sociali ed istituzionali, che operano sul territorio, per discutere di sicurezza del territorio e delle persone che vi abitano e lavorano, degli impianti industriali, della sostenibilità ambientale della programmazione che si realizza».
Intanto prosegue l'indagine aperta dalla procura di Chieti che indaga sull'incendio doloso avventuo nello stabilimento della Seab dei fratelli Bellia.

25/07/2009 10.47

INTANTO ASSEMBLEA PUBBLICA

Il Wwf e l'Abruzzo Social Forum hanno organizzato un'assemblea pubblica sulla vicenda dell'incendio Seab per lunedì 27 luglio sera.
L'incontro, a cui sono invitati cittadini ed istituzioni, avverrà alle ore 20:30, presso la sala della Cassa di Risparmio di Chieti scalo. L'iniziativa servirà a fare il punto sui diversi aspetti della vicenda e in particolar modo sulle modalità di gestione di questa emergenza da parte degli enti pubblici chiamati ad affrontare l'incendio e le possibili conseguenze sull'ambiente e sui cittadini.
Nel frattempo, stamattina, il Wwf ha inviato una dettagliata nota agli enti pubblici competenti per esaminare l'approccio all'emergenza durante le fasi di spegnimento e quelle immediatamente successive, con particolare riferimento alle modalità di valutazione dei rischi per la popolazione e alla capacità di effettuare un monitoraggio esaustivo di tutte le sostanze chimiche sprigionatesi durante l'incendio e presenti nell'aria, in considerazione del fatto che al momento dell'incendio l'aria era la via di esposizione agli inquinanti.
«Il Wwf», ha spiegato Nicoletta Di Francesco, responsabile del Wwf di Chieti, «lunedì stesso ha richiamato subito tutti gli enti all'immediata attivazione e al massimo coordinamento per la gestione dell'emergenza. Abbiamo invece assistito in questa settimana a molte iniziative del tutto estemporanee da parte degli enti che, invece, avrebbero dovuto collaborare da subito, fin da sabato notte, per garantire la massima tutela dei cittadini e dei lavoratori coinvolti nelle operazioni di spegnimento. In realtà», h aggiunto, «avrebbero dovuto affrontare la pianificazione ben prima, come più volte segnalato dall'associazione, adottando i piani di emergenza e garantendo all'ARTA le migliori tecnologie per il monitoraggio degli inquinanti in caso di incendio. Gli enti hanno parlato molto della questione dell'ortofrutta, quasi per nulla della qualità dell'aria respirata da decine di migliaia di persone durante l'incendio. Lunedì sera presenteremo le nostre precise richieste su questi aspetti, sulla scorta di una solida documentazione scientifica relativa alle azioni che bisognava e bisogna intraprendere in casi simili».

25/07/2009 12.46