Incendio Seab, diossina nei limiti: «sì all’acquisto di frutta e verdura»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Si apprestano ad essere revocate nelle prossime ore le Ordinanze dei sindaci di Comuni di Chieti, San Giovanni Teatino, Ripa Teatina, Torrevecchia Teatina, Francavilla e Miglianico. Febbo: «adesso Ricci ci chieda scusa»


CHIETI. Si apprestano ad essere revocate nelle prossime ore le Ordinanze dei sindaci di Comuni di Chieti, San Giovanni Teatino, Ripa Teatina, Torrevecchia Teatina, Francavilla e Miglianico. Febbo: «adesso Ricci ci chieda scusa»

Era stata emanata nei giorni scorsi l'ordinanza che vietava la vendita e il consumo degli alimenti agricoli e zootecnici in seguito all'incendio di sabato scorso a Chieti.
L'Istituto Zooprofilattico di Teramo, referente nazionale per la diossina negli alimenti, dopo aver analizzato i campioni di ortaggi a foglie larghe prelevati dal Dipartimento di prevenzione dell'Asl di Chieti nelle zone di presumibile ricaduta dei fumi, ha stabilito che i limiti delle polveri pesanti presenti sui prodotti analizzati sono esattamente nella norma.
Sarà il Dipartimento di prevenzione dell'Asl di Chieti a comunicare ufficialmente ai Comuni interessati l'esito delle analisi dello Zooprofilattico.
Già in mattinata il comandante della Forestale di Pescara, Guido Conti, aveva annunciato che sarebbe stato sufficiente lavare con cura gli alimenti prima di mangiarli.
«Anche se non intendiamo evidenziare quanto sia stato giusto o realmente cautelativo assumere tali decisioni», ha commentato Michele Errico, direttore della Coldiretti, « val la pena sottolineare che in tanti, compresi noi, avrebbero voluto che tutto ciò non accadesse».
La Coldiretti ha subito definito affrettata l'ordinanza emessa di divieto di commercializzazione e consumo delle produzioni agricole e zootecniche.
«Non possiamo non evidenziare», ha continuato Errico, «che l'interessamento dell'assessore Febbo, nell'esprimere solidarietà prima e nell'attivarsi subito dopo per spianare la strada alla chiarezza, ha trovato pieno apprezzamento e condivisione da parte nostra».
Ora però la Coldiretti chiede che al danno causato si ponga rimedio «attraverso ogni tipo di iniziativa», anche perché «non sappiamo quanto possa ancora protrarsi la diffidenza dei consumatori verso i prodotti del territorio».
Secondo Coldiretti, ora, per risollevare il settore sono necessarie una serie di iniziative tra le quali anche degustazioni di piazza a carico delle amministrazioni interessate, così come specifici contributi alle stesse aziende agricole.
«Ancora una volta», ha contestato l'assessore all'Agricoltura, Mario Febbo, «i fatti, sostenuti da riscontri ed elementi tecnico-scientifici certi, mi hanno dato ragione».
Secondo Febbo, infatti, «i sindaci, dopo aver affrontato una situazione di emergenza con palese ritardo, hanno pensato di recuperare il tempo perduto emanando provvedimenti che, proprio perché tardivi, non potevano in alcun modo la salute dei cittadini. In compenso quei provvedimenti hanno messo in ginocchio intere categorie produttive condannando al macero tonnellate e tonnellate di prodotti».
«A questo punto», continua l'assessore, «mi chiedo chi pagherà i danni a migliaia di agricoltori e produttori che in pochi giorni, dopo mesi e mesi di lavoro durissimo, hanno dovuto rinunciare al raccolto di un'intera stagione (è il caso delle pesche e dei pomodori), chi risarcirà soprattutto i piccoli commercianti e le cooperative di produttori costretti anche a fronteggiare impreviste spese di trasporto».
Febbo ha chiesto anche che il sindaco di Chieti, Francesco Ricci, chieda scusa a lui e a tutti gli imprenditori agricoli.
24/07/2009 16.27

ASL: «DIOSSINA NEI LIMITI»

«Diossina nei limiti normali, non c'è pericolo per l'alimentazione umana ed animale». L'esito delle analisi sui campioni inviati dalla Asl di Chieti è appena arrivato e Raffaele Sebastianelli, responsabile del Dipartimento prevenzione della Asl di Chieti lo conferma: frutta e verdura si possono mangiare in tutta sicurezza.
Rientra così l'allarme per le ordinanze di divieto dei sindaci del comprensorio interessati dall'incendio alla Seab di Chieti scalo. Le analisi sono arrivate dall'Istituto zooprofilattico di Teramo competente per queste vicende alimentari e parlano chiaro: non ci sono livelli di contaminazione da polveri pesanti.
«La Asl ha fatto i campioni in terza giornata – spiega Sebastianelli – perché prima era inutile farli in quanto queste polveri si depositano non subito. Abbiamo operato scientificamente senza farci condizionare dalle polemiche. Ora stiamo suggerendo ai sindaci di ritirare le ordinanze visto il cessato pericolo».
s. c. 24/07/2009 17.34