Incendio Seab, pioggia di polemiche sul divieto di vendita prodotti agricoli

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Incendio Seab, pioggia di polemiche sul divieto di vendita prodotti agricoli
CHIETI. L'incendio che ha devastato la Seab di Chieti la notte tra sabato e domenica ha alimentato ulteriormente il dibattito in comune tra maggioranza ed opposizione. * FORESTALE: «PRODOTTI AGRICOLI NON PERICOLOSI SE LAVATI»
Nelle ultime ore il sindaco Francesco Ricci ha emesso un'ordinanza circa il divieto della vendita ed il consumo di alimenti agricoli, zootecnici e dei loro derivati.
Divieto anche per l'utilizzazione delle acque superficiali e sotterranee per il consumo umano.
Ordinanza inevitabile visto e considerato l'elevato rischio per la salute a seguito delle possibili emissioni nell'ambiente di sostanze tossiche scaturite dall'incendio di sabato notte.
Il provvedimento è utile ma troppo tardivo secondo l'opposizione guidata da Umberto Di Primio, Pdl, vicepresidente del consiglio comunale: «il caso dell'incendio della Seab, che potrebbe avere pesanti ricadute sulla salute dei cittadini, dimostra tutta l'incertezza della giunta guidata dal sindaco Ricci. Prima il sindaco dice alla stampa che non ci sono rischi per la salute pubblica e qualche giorno dopo emette un'ordinanza che di fatto vieta la vendita ed il consumo dei prodotti della zona».
«Ventiquattr'ore dopo aver firmato l'ordinanza» – attacca Di Primio – «gli agenti della Polizia Municipale hanno fatto sgomberare i contadini che ogni mattina affollano Piazza Malta per vendere i propri prodotti. Segno che purtroppo davvero non c'è limite al peggio».
Per il vicepresidente del consiglio comunale bisognava avvisare per tempo contadini e cittadini, avvertendoli sin dalle prime luci della mattina circa l'impossibilità di vendere i loro prodotti agricoli: «in questo modo non sarebbe stato venduto neanche un prodotto. Bisognava dare disposizione agli agenti di essere presenti sin dalla primissima mattinata ma ciò non è stato fatto. Questa è l'ennesima dimostrazione dell'incapacità politica ed amministrativa di Ricci e dell'intera giunta di centrosinistra».

EMILIA DE MATTEO: «OCCORRE CHIAREZZA»

Nell'acceso dibattito è intervenuta anche Emilia De Matteo. Il consigliere comunale del Popolo della Libertà ha chiesto maggiore chiarezza sui possibili effetti del grave incendio che si è sviluppato nella notte di sabato scorso: «i fumi sprigionatisi, secondo fonti giornalistiche, presentavano elementi inquinanti e composti chimici pericolosi per la salute. Per questo, preso atto dell'ordinanza emessa dal comune, chiedo massima chiarezza su una situazione che riguarda la salute di migliaia di persone. È opportuno fornire con urgenza tutte le notizie certe e la documentazione circa la qualità dell'aria a seguito dell'incendio della Seab di Chieti».

LA REPLICA DEL SINDACO FRANCESCO RICCI

Il primo cittadino di Chieti, Francesco Ricci, in mattinata ha replicato piccato alle accuse della maggioranza. Attacchi portati soprattutto da Umberto Di Primio e Mauro Febbo: «è l'ennesima prova di quanta mala fede e falsità di chi si atteggia a paladino dei cittadini, sfruttando una situazione drammatica come quella dell'incendio della Seab a Chieti».
«Mettetevi d'accordo almeno voi». Sono parole di Ricci che accusa l'opposizione di non avere una linea di valutazione univoca sull'accaduto: «Febbo ci ha accusati di aver emesso un provvedimento (divieto di vendita e consumo dei prodotti agricoli, ndr) che non doveva essere preso prima di conoscere i risultati dell'analisi. Di Primio, al contrario, sostiene che l'ordinanza è stata emessa con colpevole ritardo».
«Vista la serietà dell'accaduto però» – si difende Francesco Ricci – «nella mia veste di massima autorità sanitaria locale mi preme ribadire quanto ho già detto in questi giorni. Bisogna evitare allarmismi che potrebbero causare più danni di quanti ne abbia già fatti l'incendio. È necessario attendere l'esito degli esami e seguire con serietà le indicazioni degli esperti e degli organi preposti».
Lasciando da parte la polemica con l'opposizione, il primo cittadino teatino ha sottolineato l'inadeguatezza della macchina regionale e dei loro dipendenti: «non si sono mossi per nulla malgrado fosse loro preciso dovere intervenire. Le voci sull'assenza delle somme necessarie alla reperibilità degli operatori Arta sul territorio di Chieti, che vede la presenza di ben diciassette impianti di smaltimento, sono vere. È esatto di pari passo dire che non ho certo autorizzato io la presenza di questi impianti. Per il futuro mi riservo la possibilità di riconsegnare la fascia di sindaco visto che molti cittadini, malinformati, ritengono che anche l'incendio della Seab sia opera mia...».

a.s. 24/07/2009 11.37
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FORESTALE: «PRODOTTI AGRICOLI NON PERICOLOSI SE LAVATI»

CHIETI. «La intempestività e soprattutto la inopportunità dell'ordinanza con cui il sindaco di Chieti ha vietato la vendita e il consumo degli alimenti agricoli e zootecnici in seguito all'incendio di sabato scorso a Chieti, è confermata dal Corpo Forestale dello Stato».
Lo ha riferito l'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo, dopo che il suo assessorato aveva interpellato al riguardo con apposito quesito il comandante provinciale di Pescara del Corpo Forestale dello Stato, Guido Conti.
Nella risposta Conti scrive che «un abbondante lavaggio in acqua è più che sufficiente a garantire la assoluta non pericolosità delle produzioni agricole raccolte o in fase di raccolta, stante la semplice deposizione su breve periodo».
Secondo la Forestale, «non si ha motivo nè notizia di ritenere gli eventuali agenti inquinanti presenti nell'aria citotropici, cioè capaci di penetrare i primi strati di sostanze vegetali non olesose».
«Un pronunciamento, quello della Forestale, - ha commentato Febbo - che credo sia utile a tranquillizzare i cittadini e i consumatori».
Nel frattempo, questa mattina, l'assessore ha incontrato i rappresentanti delle cooperative dei produttori e si è deciso, alla presenza del presidente, Stefano Costa, di stoccare ed inventariare i prodotti agricoli già raccolti presso i magazzini del Mercato Ortofrutticolo di Cepagatti, in attesa che lunedì giungano gli attesi risultati delle analisi. Un'iniziativa, quest'ultima, che la Regione Abruzzo sta portando avanti autonomamente.
«Il sindaco di Chieti, in seguito all'ordinanza, - ha proseguito l'assessore Febbo - non solo ha continuato a non riunire alcun tavolo tecnico e a non convocare soggetti istituzionali come la Regione e l'Arssa, ma non ha fornito alcuna indicazione e non ha proposto alcuna soluzione ai problemi di migliaia di produttori agricoli. Se ne sta letteralmente lavando le mani: a lui evidentemente poco o nulla importa - ha concluso Febbo - di un'intera economia che subisce ulteriori, duri colpi».
24/07/2009 13.20