Incendio Seab, Wwf: «composti cancerogeni nell’aria». Arta: «allarmismo inutile»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

6966

Incendio Seab, Wwf: «composti cancerogeni nell’aria». Arta: «allarmismo inutile»
CHIETI. Smentito l'assessore regionale Febbo che aveva sconfessato l’esistenza di un pronunciamento dell’Arta. Wwf: «risultati già disponibili da ieri mattina». Ecco il documento. * COLDIRETTI: «AGRICOLTURA TEATINA COLPITA DUE VOLTE»


Il Wwf torna sulla questione dell'incendio Seab di sabato notte, divulgando integralmente la nota dell'Arta con l'elenco di tutti gli inquinanti rilevati sia nell'acqua di spegnimento sia nell'aria durante l'incendio.
L'esistenza e il contenuto di tale nota, si precisa, erano già a conoscenza dell'associazione al momento della conferenza stampa di ieri.
«La stampa e i cittadini», commenta Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf Italia, «conoscono il nostro metodo di lavoro, basato su un'attenta verifica della documentazione disponibile per sostenere le proprie posizioni».
Ieri pomeriggio, però, l'assessore Regionale Febbo, aveva detto con una nota ufficiale della Regione Abruzzo che l'Arta non si era ancora espressa sul contenuto dei fumi.
«Ebbene, come detto, la nota ufficiale dell'ARTA con i dati dell'aria era disponibile fin dalla mattina di ieri», spiega Caserta, «e, infatti, appena dopo la conferenza stampa alle ore 12:30 circa, ne siamo entrati anche in possesso. Evidentemente l'assessore Febbo è stato male informato ma su una vicenda così delicata che riguarda la salute di decine di migliaia di cittadini e l'economia di un territorio è necessario ben altro approccio».
Questo secondo l'associazione sarebbero un ulteriore elemento rispetto a quanto già sollevato circa «l'incapacità delle istituzioni di trattare materie complesse come quelle dell'inquinamento».
In ogni caso un dato è certo, confermano dal Wwf, decine di migliaia di cittadini hanno respirato composti chimici neurotossici, cancerogeni e/o tossici.
Il Benzene è classificato quale “accertato cancerogeno” per l'uomo dall'International Agency for Research on Cancer (IARC).
Lo Stirene e l'Etilibenzene sono entrambi classificati quali “possibile cancerogeno per l'uomo” da questa agenzia.
L'1,2,4 trimetil-benzene, già tristemente noto nell'incidente dei laboratori del Gran Sasso, è un neurotossico secondo i principali organismi internazionali.
La nota dell'Arta, infine, conferma quanto sostenuto dal WWF sul fatto che i dati delle analisi delle acque di spegnimento sono più ampi in quanto ad analiti trovati solo perchè l'Arta non può cercare nell'aria metalli Pesanti e Idrocarburi Policiclici Aromatici IPA.
Peraltro la stessa Arta sostiene che questi altri inquinanti trovati nell'acqua di spegnimento fossero presumibilmente presenti anche nella nube.

23/07/2009 9.57

FEBBO:«SI E' AGITO 4 GIORNI DOPO»

«Non era e non è mia intenzione polemizzare con il Wwf Abruzzo, ero e resto convinto della intempestività dell'ordinanza del sindaco di Chieti», sostiene l'assessore Febbo, «nell'immediatezza dei fatti, già domenica mattina, non vi è stato alcun tavolo urgente al quale fossero rappresentati tutti i soggetti Istituzionali, a partire dalla Regione Abruzzo e dall'Arssa, né vi è stato coordinamento con i sindaci del Comuni interessati dall'Ordinanza del sindaco di Chieti, men che meno sono stati presi in considerazione i sindaci dei limitrofi Comuni del Pescarese. Si è invece deciso di agire tardi (quattro giorni dopo l'incendio) e in fretta ma soprattutto in assenza di prescrizioni da parte della Asl di Chieti circa il trattamento dei prodotti agricoli e zootecnici: probabilmente soprattutto per la frutta e per la verdura sarebbe stato sufficiente raccomandare ai consumatori di lavare i prodotti con più cura, come è già successo in circostanze analoghe».

23/07/2009 12.20

ARTA: «DATI NON ALLARMANTI»


L'Arta Abruzzo, Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, tramite un comunicato ufficiale fa sapere di non essere al momento in possesso «di dati che giustifichino l'allarmismo diffusosi» a seguito dell'incendio.
I tecnici del Dipartimento provinciale di Chieti hanno effettuato a partire dalla notte stessa del rogo uno screening analitico ad ampio raggio sulle acque di spegnimento, sui fumi derivati dalla combustione e sul materiale bruciato nello stabilimento di via Penne, per poi procedere in modo mirato alla ricerca degli inquinanti nelle falde acquifere, nei terreni circostanti e negli alimenti di origine vegetale presenti nei campi intorno alla fabbrica.
«Tutte le informazioni tecniche acquisite», spiegano dall'Agenzia, «sono state trasmesse all'università di L'Aquila che, come già per altri eventi di questo tipo, sta eseguendo uno studio sulla ricaduta dei fumi da combustione sulla base del quale si potrà circoscrivere l'area interessata dal fenomeno».
In attesa degli esiti dello studio l'Agenzia ha inviato una lettera ai sindaci dei Comuni potenzialmente interessati dalla ricaduta degli inquinanti (Chieti, San Giovanni teatino, Francavilla al mare, Torrevecchia teatina e Ripa teatina), per segnalare l'opportunità, in via precauzionale, di vietare l'utilizzo delle acque sotterranee e la raccolta di prodotti ortofrutticoli, in quanto non è ancora disponibile, appunto, una mappa precisa della zona contaminata.
Alle amministrazioni comunali e alla Asl di Chieti l'ARTA ha anche immediatamente trasmesso l'elenco degli inquinanti sprigionati dall'incendio.
Per acquisire altri dati utili, ieri i tecnici del Dipartimento provinciale di Chieti hanno anche campionato le acque sotterranee di alcuni pozzi già monitorati presenti nelle vicinanze della ditta incendiata: dalle analisi di laboratorio si saprà a breve se sono stati contaminati.
Dopo aver effettuato altri accertamenti su acque e suolo in base allo studio commissionato all'ateneo aquilano, l'Arta invierà i risultati di tutti i rilievi compiuti alla Asl, all'Arssa e alle altre autorità competenti per consentire l'adozione di eventuali provvedimenti.
23/07/2009 13.47


[pagebreak]

COLDIRETTI: «L'AGRICOLTURA DI CHIETI PENALIZZATA DUE VOLTE»

CHIETI. «Non bastava il terremoto, nè le importazioni sconsiderate che puntano solo ad accreditarsi come "made in Italy". Ancora una volta l'agricoltura - quella teatina - viene messa alle corde e pagherà a caro prezzo».
Lo dice il direttore della Coldiretti Chieti e Abruzzo Michele Errico in merito alle conseguenze dell'ordinanza del sindaco Francesco Ricci, che blocca la vendita e il consumo di frutta e verdura e di prodotti di origine animale che provengono dalle campagne dei Comuni di Ripa Teatina, Chieti, Francavilla, San Giovanni Torrevecchia, Miglianico e Ortona in seguito all'incendo della Seab, con la conseguente penalizzazione di centinaia di imprenditori agricoli.
«Non voglio criticare il comportamento del sindaco di Chieti, che probabilmente si è mosso verso ambiti di tutela della sicurezza e della salute dei consumatori», continua Errico.
«Va detto però, che le indicazioni giunte dall'Arta accennavano ad un divieto in via del tutto cautelativa in attesa di procedere alle opportune analisi per la verifica della eventuale contaminazione. Coldiretti è sempre stata favorevole alla tutela del consumatore, e lo dimostra la mobilitazione in atto, ma non può essere disposta ad una continua penalizzazione del settore per colpe che non ha e non merita. E l'agricoltura», aggiunge Errico, «anche questa volta pagherà due volte, indipendentemente dai risultati delle analisi. Sì, perchè nel caso queste fossero negative i consumatori saranno comunque resistenti al prodotto locale, con il conseguente calo delle vendite. Nel caso fossero positive, invece, che ben vengano i divieti, ma che si pensi anche a come risarcire il settore, l'unico a fare le spese di un incendio che, come sembra, avrebbe addirittura origine dolosa».

CIA: «CHI PAGA I DANNI AI CONTADINI PER IL DIVIETO DI VENDERE?»

Mariano Nozzi, presidente provinciale della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) si è rivolto con una lettera all'Assessore regionale all'agricoltura, al Presidente della Provincia ed ai Sindaci di Chieti, Francavilla, Miglianico, Ortona, Ripa Teatina, San Giovanni teatino e Torrevecchia per porre il problema del risarcimento danni agli agricoltori costretti al blocco delle vendite dopo l'incendio alla Seab.
«Premesso che la tutela della salute è prevalente – scrive Nozzi – si chiede di conoscere in tempi brevi sia il risultato delle analisi sia le modalità di risarcimento dei danni agli operatori agricoli. Chiedo perciò l'attivazione di un tavolo di trattative».
In pratica, come per le altre attività economiche interessate da blocchi più o meno lunghi, in presenza di danni, si richiedono tempi brevi e certezza del risarcimento per gli imprenditori agricoli danneggiati dai fumi dell'incendio.


IL SINDACO DI TOLLO:«DICHIARARE LO STATO DI CALAMITA'»

Dichiarare lo stato di calamità su tutto il territorio comunale di Tollo: è quanto chiede il sindaco, Angelo Gialloreto, all'assessore regionale all'Agricoltura, Mauro Febbo, al presidente, Gianni Chiodi, e al Ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia.
«A seguito – scrive Gialloreto nella sua missiva – dell'andamento stagionale particolarmente sfavorevole alle culture agrarie, caratterizzata da una elevata piovosità e conseguente persistente umidità, si rilevano cospicui danni che si possono quantificare in una perdita di oltre il 40% delle produzioni vitivinicole. In particolare le condizioni climatiche hanno favorito l'insorgenza e la diffusione di malattie fungine della vite (peronospora); a poco sono servite le azioni di prevenzione e difesa poste in atto dagli agricoltori, che hanno dovuto eseguire il doppio degli interventi di difesa con conseguente raddoppio dei costi sostenuti rispetto alle condizioni di ordinarietà. Oltre al danno quantitativo sopracitato, si rileva un deterioramento delle caratteristiche qualitative delle produzioni vitivinicole nel comprensorio. Si richiede, pertanto», ha concluso Gialloreto, «di dichiarare lo stato di calamità, previa verifica dei danni provocati dagli eventi sopracitati con straordinari interventi risarcitori a favore delle imprese agricole».

Anche a Pescara (centrodestra) la situazione viene giudicata «tranquilla».
«Per ora le Autorità sanitarie di Pescara», ha detto l'assessore alla sanità del Comune di Pescara, Roberto Renzetti, «non hanno rilevato nè comunicato alcun problema di eventuale contaminazione del capoluogo adriatico e della sua provincia. La situazione è dunque sotto controllo e non ha richiesto per ora l'adozione di alcun provvedimento. Tuttavia resta alta la guardia e, a tal proposito, abbiamo chiesto ad Asl e Arta di attivare un monitoraggio costante per poter intervenire tempestivamente nel caso di rilevazioni ambientali anomale».

23/07/2009 10.56


IL BIVIO: «VOGLIAMO RISPOSTE»

Anche il comitato cittadino "Il Bivio" torna a farsi sentire in questi giorni e lo fa denunciando, in totale accordo con quanto espresso dal Wwf, «l'assoluto disinteresse da parte delle istituzioni e degli organi preposti al controllo dell'ambiente e della salute pubblica».
Numerose richieste sono state infatti inoltrate dal comitato all'Arta di Chieti, alla Asl di Chieti, al Comune, alla Forestale e alla Provincia, alla Regione e al Noe ma «nessuna ad oggi è
stata accolta».
Intanto i consiglieri dell'Unione per San Giovanni Teatino, Sandro Paludi e Alessandro Feragalli, hanno presentato una interrogazione al sindaco per sapere se gli Enti preposti stanno avviando una campagna di analisi ed esami sulla salute della popolazione potenzialmente coinvolta dagli effetti della nube tossica, se l'Arta provvederà ad effettuare analisi sul territorio di San Giovanni Teatino, se ci possono essere rischi per il raccolto di uva ed olivo della prossima stagione autunnale e se è intenzione dell'amministrazione comunale promuovere iniziative per il risarcimento ai coltivatori agricoli dei danni avuti sulle colture.

23/07/2009 15.12