Antenne. No del consiglio regionale alla maxi-torre a San Silvestro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SAN SILVESTRO. Il consiglio regionale di ieri ha approvato un emendamento di Maurizio Acerbo, Rifondazione Comunista, che prevede il divieto della realizzazione di una torre che abbia l'obiettivo della permanenza in località San Silvestro degli impianti discussi di trasmissione radio-tv.



La struttura, più precisamente un un manufatto dell'altezza di circa 175 metri, avrebbe senza dubbio rappresentato un nuovo ostacolo per il paesaggio urbano e modificato lo skyline.
A favore del provvedimento si sono schierati anche i consiglieri Saia, Sospiri, Federica Chiavaroli, Verì e Sclocco.
Secondo il progetto, discutibile per impatto ambientale e conseguenze sulla salute dei residenti che da anni protestano per la presenza di ripetitori ed antenne, la maxi-torre in cemento avrebbe dovuto accogliere gli impianti delle emittenti radio-tv che al momento sono dislocate sui terreni.
L'immensa struttura era stata “commissionata” alla Fin.Sert da tutte quelle emittenti private costrette dalla regione Abruzzo e dalle ultime sentenze del Tar a ridurre l'inquinamento elettromagnetico.
Il provvedimento sul divieto di costruzione della maxi-torre votato dalla maggioranza dei consiglieri, inevitabilmente, causerà non poche polemiche in quanto sia l'Arta e sia il Ministero delle Comunicazioni erano favorevoli alla realizzazione del progetto.
Sullo stesso l'amministratore delegato della Fin.Sert, Franco Scalpelli, aveva tranquillizzato i residenti sulla pericolosità della super torre ed i possibili effetti negativi sulla salute degli individui.
Scalpelli, inoltre, avrebbe sottolineato il parere favorevole alla maxi-torre da parte di buona parte del comitato anti-antenne visto e considerato, a parer suo, che la sola trasmissione orizzontale del segnale ad una altezza di oltre 150 metri avrebbe azzerato l'attuale inquinamento elettromagnetico.
Una costruzione forse oggi anche superflua poiché secondo le ultime disposizioni le antenne andrebbero dislocate in altri siti (per esempio nei pressi di Bussi). Sul problema però è accesa una feroce battaglia tra le emittenti e gli enti locali.
Anche una inchiesta della procura della Repubblica avrebbe evidenziato irregolarità nella gestione amministrativa del problema.

22/07/2009 10.35