Incendio Seab, Arta al lavoro annuncia studio sulla ricaduta delle ceneri

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3645

Incendio Seab, Arta al lavoro annuncia studio sulla ricaduta delle ceneri
CHIETI. Da alcune ore i Vigili del fuoco stanno procedendo alla bonifica del sito della Seab, colpito dall’incendio, di probabile origine dolosa, scoppiato tra la notte di sabato e domenica.
Dopo oltre 36 ore alla Seab, azienda di smaltimento rifiuti dei fratelli Bellia, le squadre dei Vigili del fuoco sono ancora al lavoro. Il focolaio persiste a causa della ingente quantità di materiale plastico infiammabile.
Al Comando provinciale di Chieti, impegnato con squadre provenienti anche dai vari distaccamenti, è stato necessario richiamare tutto il personale in ferie e ieri al lavoro c'erano oltre 100 uomini provenienti da Pescara, Chieti, Ortona e Teramo.
Fin da sabato sera una densa nube si è formata in corrispondenza dello stabilimento. Ma il vento ha trasportato questa “nebbia” non si sa ancora quanto pericolosa in tutta la Val Pescara coprendo un'ampia zona che va da Popoli fino a Pescara, nettamente visibile anche a oltre trenta chilometri di distanza.
Sulle origini del rogo indagano i Carabinieri di Chieti che non escludono alcuna ipotesi, ma potranno pronunciarsi soltanto quando l'incendio sarà completamente spento e saranno effettuati i necessari sopralluoghi.
Intanto c'è malumore tra i cittadini di Chieti preoccupati sia per le conseguenze che un simile evento può causare alla salute sia per i continui episodi, tutti molto simili, che si ripetono ormai da tempo, specie nel fine settimana.
C'è chi non crede alle semplici coincidenze e chi vorrebbe un intervento della magistratura per accertare con chiarezza l'origine dei singoli episodi.
L'allarme diossina è scattato come sempre in questi casi e i tecnici dell'Arta, l'agenzia regionale per la tutela ambientale, hanno effettuato già i primi rilievi per valutare le ripercussioni dell'incendio nell'area circostante.

INCENDI ANALOGHI NEL FINE SETTIMANA

Il 21 giugno scorso (era domenica) alle 7 di mattina, l'ultimo incendio: è andata a fuoco la [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=21328]Mag.Ma in zona Salvaiezzi[/url].
Anche in questo caso le fiamme hanno colpito una azienda che si occupa di rifiuti e in particolar modo di recupero, ricondizionamento e riciclaggio di materiali cartacei e plastici.
Investiti dalle fiamme circa 800 metri cubi di materiale.
Anche in quel caso l'Arta ha predisposto tutti i controlli del caso, scongiurando il rischio diossina.
Esattamente un anno fa, invece, ad andare a fuoco fu il deposito [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=16423]Ecotec nella zona industriale di Ortona[/url].
Era la notte tra venerdì e sabato 25 luglio: anche in quel caso, così come avvenuto sabato scorso alla Seab, a far scattare l'allarme fu un custode che si accorse delle alte lingue di fuoco che provenivano dall'azienda che si occupa di smaltimento di rifiuti non pericolosi.
Nel capannone erano stoccati materiali cartacei, lattine in alluminio e scarti di lavorazioni plastiche che, al divampare dell'incendio, hanno favorito il rapido propagarsi delle fiamme.

RASSICURAZIONI DA RICCI


Intanto il sindaco di Chieti, Francesco Ricci, ha diramato una nota con la quale informa che in attesa di dati certi «le uniche raccomandazioni per i cittadini sono le stesse già rese note in altre circostanze analoghe».
Ovvero: «chiunque ha contatti con il terreno dovrà lavarsi accuratamente le mani, lavare bene frutta e verdura prima della consumazione e sbucciarla, lavare le piazzole ed i balconi, annaffiare le piazzole onde evitare il sollevamento dei polveri depositate, non utilizzare i pozzi d'acqua superficiale per l'irrigazione, effettuare una corretta manutenzione dei filtri dei climatizzatori».
Il Comune ha fatto appello anche alle associazioni ambientaliste di diramare altre misure precauzionali, nel caso ci fosse bisogno.

20/07/2009 10.59

ARTA: «SUBITO UNO STUDIO SULLA RICADUTA DELLE CENERI»

Le aree coinvolte nel rogo, fa sapere il dipartimento dell'Arta già da molte ore al lavoro, sono quelle utilizzate per lo stoccaggio di rifiuti non pericolosi.
Le prime informazioni acquisite dal personale di Chieti riguardano le modalità operative adottate dai Vigili del Fuoco per lo spegnimento delle fiamme, in particolare la destinazione finale delle acque usate, che sono state in parte convogliate in serbatoi interrati adibiti alla raccolta delle acque del piazzale aziendale e per il resto sono defluite in una condotta del Consorzio di bonifica Val Pescara che le porterà al depuratore consortile.
Oltre alle acque di spegnimento, i primi campionamento effettuati dall'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente per accertare la presenza di eventuali inquinanti hanno interessato i rifiuti parzialmente inceneriti e i fumi derivanti dalla combustione, sia nella zona dell'incendio che nel territorio circostante.
Sarà subito realizzato anche uno studio sulla ricaduta delle ceneri prodotte dall'incendio, per individuare le aree potenzialmente più esposte all'eventuale contaminazione e procedere al prelievo dei terreni da esaminare.
L'Arta ha inoltre allertato le autorità competenti nei comuni di Chieti, San Giovanni teatino, Francavilla al mare, Torrevecchia teatina e Ripa teatina affinché, in via precauzionale, vietino l'uso delle acque sotterranee e la raccolta di alimenti di origine vegetale nei campi.

20/07/2009 10.59