Wwf in Abruzzo: «qui biodiversità unica e paesaggi straordinari per rinascita»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. I ricercatori scoprono nell'Oasi la splendida Aquilegia magellensis e studiano altre piante uniche dell'Appennino aquilano.
«Una splendida galleria di immagini di rari fiori dell'Oasi WWF delle Gole del Sagittario in provincia di L'Aquila nell'Appennino abruzzese può ben rappresentare la rinascita di una Terra naturalisticamente preziosa che merita di essere conosciuta nel mondo e frequentata dai turisti. L'Abruzzo è una terra che può e deve rifiorire e la sua Natura, anche con le bellezze delle Oasi gestite dall'Associazione, può fare la sua parte».
Questo è il messaggio lanciato dal Presidente del WWF Italia Stefano Leoni, in occasione del Consiglio nazionale dell'Associazione riunito in via straordinaria in provincia di L'Aquila ad Anversa degli Abruzzi, uno dei Borghi più Belli d'Italia e sede dell'Oasi WWF delle Gole del Sagittario. I ricercatori in questi giorni hanno scoperto nell'Oasi una stazione di una rarissima specie, l'Aquilegia magellensis, nota in precedenza solo per il Parco Nazionale d'Abruzzo e per il Parco Nazionale della Majella. In tutto il mondo vive solo in questi tre luoghi dell'Appennino centrale. Sempre nell'Oasi WWF i ricercatori stanno catalogando tutte le specie di piante, oltre 400, tra le quali il Fiordaliso del Sagittario, che in tutto il mondo vive solo in queste gole. «L'area protetta delle Gole del Sagittario tutela un patrimonio di diversità floristica di enorme importanza», ha dichiarato Fabio Conti, botanico dell'Università di Camerino e responsabile della ricerca sulla flora dell'oasi. «Sono presenti ben undici habitat tutelati a livello europeo e, per questo, il territorio della Riserva fa parte della rete Natura2000, che riunisce i Siti di Interesse Comunitario e, cioè, gli hotspot di biodiversità dell'Europa. L'Abruzzo ospita ben 3260 specie e sottospecie di piante, molte delle quali endemiche delle montagne appenniniche. A livello mondiale il Mediterraneo è tra le aree a maggiore biodiversità e all'interno di questa l'Appennino centrale rappresenta uno dei luoghi naturalisticamente più interessanti». «Se quest'anno è l'anno del clima, il 2010 sarà l'anno mondiale della biodiversità», continua il presidente del WWF Italia Stefano Leoni. «Tutti i grandi del pianeta hanno numerosi appuntamenti in agenda: anche l'Italia deve fare la sua parte. Il WWF nazionale si riunisce domani ad Anversa degli Abruzzi per fissare le iniziative da adottare nel nostro Paese. Il lavoro che ci aspetta è enorme e di grande responsabilità».

20/07/2009 10.45