Processo Fangopoli rinviato per difetto di notifica. Enti non si costituiscono

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Processo Fangopoli rinviato per difetto di notifica. Enti non si costituiscono
PESCARA. La giustizia pescarese stenta e inciampa ancora una volta su un difetto di notifica nell’ennesimo procedimento giudiziario che ha riempito per mesi le colonne dei giornali. Aca e Ato decidono di non costituirsi parte civile.
Oggi si è tenuta dinanzi al gip, Luca De Ninis, l'udienza preliminare per l'inchiesta nota come “Fangopoli” sulla gestione del depuratore di Pescara e lo smaltimento illecito dei rifiuti.
Un difetto di notifica alla Regione ha però fatto saltare l'udienza che doveva decidere sul rinvio a giudizio degli indagati e fissare la data della prima udienza.
Invece tutto è stato rinviato al 22 ottobre.
La notizia che ha destato un certo scalpore è la mancata costituzione degli enti pubblici individuati dalla stessa magistratura come parti offese e dunque in diritto di potersi costituire parte civile.
La costituzione di parte civile serve per poter ottenere un risarcimento del danno subito dalla commissione di eventuali reati che scatta in automatico con l'eventuale condanna penale.
Tra le parti offese c'erano diverse associazioni ambientaliste, Codici, Ato, Aca, Regione.
Soltanto l'associazione per i consumatori Codici si è costituita stamane come parte civile per il tramite dell'avvocato Massimiliano Bravin stimando il danno -da recuperare dagli indagati eventualmente condannati- in un milione di euro.
Hanno deciso di non costituirsi dunque i due enti maggiormente coinvolti nella inchiesta che così non potranno rifarsi dei danni subiti e non ci saranno risarcimenti che finiranno nelle casse degli enti pubblici.
«E' incredibile un comportamento del genere per un ente pubblico che dovrebbe gestire un servizio per il bene comune e a vantaggio dei cittadini», ha spiegato Domenico Pettinari di Codici, «non solo siamo in presenza di un enorme scandalo che è emerso grazie al nostro lavoro e alle nostre segnalazioni ma ora sappiamo anche che chi gestisce oggi Ato e Aca non intende recuperare i soldi dei cittadini».
A sorpresa, non menzionato nell'atto che ha chiuse le indagini, ha chiesto di costituirsi anche Legambiente.
Su questo aspetto però il gip De Ninis si è riservato di decidere.

25 INDAGATI E UNA MONTAGNA DI ACCUSE

A gennaio il pm, Gennaro Varone (che ha ereditato il lavoro dal collega Aldo Aceto che ha cambiato procura), aveva presentato la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex presidente dell'Aca Bruno Catena, l'ex presidente dell'Ato, Giorgio D'Ambrosio, Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale dell'Aca, Alessandro Antonacci, dirigente tecnico dell'Ato, il sindaco di Navelli, Paolo Federico e altre 20 persone tra tecnici e responsabili di alcune ditte tra cui la Biofert, la Mangifesta Costantino & c., Autospurgo Molise snc.
A vario titolo gli indagati devono rispondere di turbativa d'asta, abuso d'ufficio, truffa, falsità ideologica, trasporto e smaltimento dei rifiuti in assenza di autorizzazione, traffico di rifiuti, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, corruzione, violazione di sigilli, frode in pubbliche forniture.
L'indagine, condotta dal Corpo forestale dello Stato, diretta da Guido Conti, e' durata quasi due anni.
La vicenda risale alla 2006, molti dei reati, però, si prescriveranno intorno al 2012. Solo quelli più gravi dovranno essere puniti entro il 2015.

LA SCHEDA: TUTTI GLI INDAGATI

Bruno Catena: presidente pro tempore del cda dell'Aca
Giorgio D'Ambrosio: presidente pro tempore dell'Ato 4
Bartolomeo Di Giovanni: direttore generale Aca
Gaetano Cardano: legale rappresentante "Biofert S.r.l."
Fernando Federico: proprietario dei mezzi di trasporti "Biofert Srl"
Giovanni Di Vincenzo: legale rappresentante "Dino di Vincenzo & C S.p.a"
Alessandro Antonacci: dirigente tecnico dell'Ato 4 e responsabile unico del procedimento
Sebastiano Pezzulli: presidente della "Aseco Spa", società che gestiva l'impianto di compostaggio di Marina di Ginosa
Cosimo Lapiscopia: vice presidente "Aseco Spa"
Riccardo Snidar: consigliere del Cda della "Aseco Spa"
Graziano Luci: presidente della del Cda "Gesteco Spa", società proprietaria della maggioranza assoluta delle azioni della Aseco.
Costantito Mangifesta: amministratore e legale della "Mangifesta Costantino & C Autospurgo Molise S.n.c".
Concetta Menadeo: nuora di Mangifesta e titolare della ditta individuale "Servizi Ambientali"
Giustino Ciarciaglini: responsabile tecnico
Abdel Majid Al Akhdar: direttore tecnico impianto ricompostaggio di località "Valle Corina" nel Comune di Navelli.
Roberto Pasqualoni: presidente della "Eco- Agri Srl"
Tiberio Pasqualoni: vice presidente della "Eco- Agri Srl"
Gianfranco Corbucci: consigliere del cda della "Eco- Agri Srl"
Rosita Capobianco: proprietaria della "Eco Agri Srl"
Elio Addazio: proprietario dell'azienda agricola
Maurizio Pierangeli: consulente Biofert
Paolo Federico: sindaco di Navelli
Dario Capecchi: proprietario azienda agricola
Massimo Michelini: amministratore unico e legale rappresentante della Aimag Spa
Marco Scheneider: legale rappresentante della Pettinatura di Varrone Spa

16/07/2009 12.05

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