Giunta Ranghelli, Monaco se ne va per «conflitti interni e immobilismo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SPOLTORE. Sebastiano Monaco, assessore ai lavori pubblici del Comune di Spoltore, lunedì scorso ha abbandonato il sindaco Ranghelli sbattendo la porta.

Una decisione maturata dopo aver costatato l'impossibilità di continuare a collaborare con un'amministrazione comunale che in preda a grandi conflitti intestini non riesce neppure a nominare i due assessori che completano l'esecutivo.
«Nonostante il mio impegno», ha scritto Monaco prima di andare via, «rilevo che da troppo tempo l'organismo esecutivo del comune di Spoltore è privo di due assessori. Inoltre rilevo dal punto di vista politico che la situazione oggi è ancora più ingarbugliata dopo le elezioni provinciali. Infatti il bilancio di previsione del 2009 è stato approvato dopo il secondo passaggio in consiglio. Pertanto dopo lunga riflessione presento le mie irrevocabili dimissioni da assessore ».
Per il sindaco Ranghelli si tratta di un abbandono fisiologico mentre secondo le parole scritte dall'ex assessore le dimissioni sono dovute all'insorgere di gravi problemi politici.
«Queste dimissioni», commenta Massimo Di Felice, consigliere Udc di Spoltore, «rappresentano l'ultimo capitolo di una dannata storia amministrativa di cui non si riesce a vedere la fine. A distanza di due anni di paralisi di governo tutti possono costatare che il problema principale è stato solo quello di cercare di sopravvivere alle lotte interne alla maggioranza piuttosto che cercare di risolvere i problemi dei cittadini manifestando reiteratamente assoluto disprezzo della democrazia e dei principi basilari che regola le istituzioni pubbliche».
Di Felice parla di «continui e disperati rimpasti» nella speranza di approvare almeno il bilancio preventivo del comune, che aveva tra l'altro portato alla rimozione di 3 assessori ed alla nomina del professor Sebastiano Monaco, esterno al consiglio comunale, alla carica di assessore ai lavori pubblici.
«Il presidente del consiglio comunale Luciano Di Lorito, ex Partito Democratico», continua Di Felice, «dopo aver abbandonato la maggioranza continua a conservare l'incarico di presidente del consiglio mentre da consigliere di minoranza alla Provincia di Pescara ha aderito all'Italia dei Valori».
«Adesso», chiude il consigliere dell'Udc, «i cittadini si chiedono se il sindaco Ranghelli prenderà finalmente atto che non c'è rimpasto che tenga, considerato che le spaccature interne alla sua coalizione sono sempre lì e si sono aggravante ancora di più dopo le elezioni provinciali».

16/07/2009 11.43