Il consiglio comunale di Atri contro ridimensionamento ospedale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATRI. Il Consiglio Comunale di Atri, convocato in seduta straordinaria, ha approvato unanimemente un ordine del giorno a difesa del presidio ospedaliero San Liberatore.


Una decisa presa di posizione che ha viste insieme maggioranza ed opposizione nel tentativo di scuotere le coscienze politiche della Regione.
Alla seduta era presente l'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni, il quale ha voluto fugare i dubbi che erano affiorati nei giorni scorsi a proposito di un possibile ridimensionamento della struttura atriana. Venturoni, infatti, ha citato documenti regionali che vedono il San Liberatore, così come gli altri ospedali, al centro di un riordino sanitario regionale senza intaccarne la funzionalità.
A scanso di equivoci, comunque, il consiglio ha espresso i timori che reparti e divisioni possano essere ridimensionati di molto, rispetto alle esigenze che, invece, il territorio fa emergere costantemente.
Così come era stato sottolineato qualche giorno fa sul documento stilato nel corso della riunione dei sindaci del comprensorio, alla quale si erano aggiunti anche quelli di Città Sant'Angelo e Montesilvano, la giunta ed i consiglieri atriani hanno chiesto alla Regione un maggiore coinvolgimento per quanto attiene le decisione che saranno prese.
Alla luce, per altro, della centralità che il San Liberatore riveste sul territorio. È stato più volte citato, infatti, il Piano Strategico territoriale che vede nell'azienda ospedaliera non solo una delle maggiori risorse lavorative per la città, ma anche il fulcro per quanto attiene la cura di determinate patologie. Una centralità ribadita dai numeri messi insieme negli ultimi anni: sono quasi 30 mila, ad esempio, le prestazioni erogate nel 2008 a pazienti provenienti proprio da Città Sant'Angelo e Montesilvano.
L'opposizione ha poi sottolineato come le paure provengano da fatti oggettivi: il ridimensionamento del reparto di Otorino; lo stato di abbandono in cui versa Medicina Nucleare; la presa visione del piano industriale in cui si cita la possibilità che scompaia da Atri tutta l'area chirurgica e gran parte dell'area medica; la mancata copertura dei posti di primario vacanti e, non ultime, le dichiarazioni di alcuni esponenti del comune di Roseto che ipotizzano la riduzione in provincia di Teramo di due ospedali.

15/07/2009 11.33