Acqua. Sasi:«nessun razionamento questa estate»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Acqua. Sasi:«nessun razionamento questa estate»
LANCIANO. «Non dovrebbero esserci problemi di approvvigionamento idrico durante questa estate».

E' la previsione della Sasi, la società che gestisce il servizio idrico nel Lancianese «a patto che gli utenti comprendano che l'unico sistema per scongiurare eventuali crisi – e di conseguenza possibili chiusure notturne – è il consumo consapevole dell'acqua potabile, che non è una risorsa illimitata».
Il presidente della Sasi, Gaetano Pedullà, torna a lanciare un appello ai cittadini affinché in questa stagione estiva non utilizzino l'acqua potabile per usi impropri, come ad esempio l'irrigazione o il lavaggio delle vetture.
Usi che non solo riducono la disponibilità, ma rappresentano anche delle gravi violazioni del contratto di servizio sottoscritto tra l'utente e la Sasi.
Ad oggi le principali sorgenti del territorio (Verde, Avello, Sinello e Capovallone) hanno una portata superiore del 40 per cento rispetto al normale e garantiscono un'erogazione di circa 2050 litri al secondo, a fronte di una media di 1500 litri al secondo.
Questo significa che ogni giorno la Sasi eroga ai propri utenti qualcosa come 116 milioni di litri d'acqua potabile.
Lo scorso anno, in cui si registrò la crisi idrica più grave che si ricordi, l'erogazione alle sorgenti era inferiore ai mille litri al secondo, nonostante fossero in funzione tutte le pompe ausiliarie.
«Quest'anno, invece», ha aggiunto Pedullà, «tutti gli impianti supplementari sono fermi, in quanto l'apporto d'acqua garantito naturalmente è già di per sé sufficiente ad assicurare un'adeguata fornitura sia all'utenza che risiede stabilmente sul territorio in cui la società gestisce il ciclo idrico integrato, sia a quella turistica. E' ovvio che potrebbero verificarsi dei disservizi limitati temporalmente e in aree circoscritte, ma sarebbero comunque legati a guasti o ad altri problemi contingenti sulle reti».
«Purtroppo però – continua Pedullà – dai nostri continui monitoraggi dei consumi emerge che gli usi impropri continuano ad esserci».
Nei 3 giorni di caldo torrido che si sono registrati a maggio e nei 3 giorni di afa di giugno, ad esempio, il sistema è andato in crisi il terzo giorno ed è tornato alla normalità il giorno successivo, che coincideva in entrambi i casi con abbondanti piogge.
Questo vuol dire che l'acqua potabile viene ancora utilizzata per l'irrigazione di orti e giardini, nonostante i tanti inviti e le molte ordinanze comunali che vietano questi impieghi.
«L'incidenza di questi usi – conclude Pedullà – è ancora eccessiva: per questo rinnoviamo l'appello alle amministrazioni comunali affinché vigilino sugli sprechi e gli abusi, che sottraggono risorse idriche preziose all'intera collettività, provocando disagi e disservizi».

14/07/2009 9.14