A Bucchianico la trasparenza non è arrivata:«atti scomodi negati sempre»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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 A Bucchianico la trasparenza non è arrivata:«atti scomodi negati sempre»
BUCCHIANICO. Bucchianico come San Marino? Una specie di extraterritorialità rispetto alla leggi italiane e guai per chi cerca di veder chiaro nell'amministrazione comunale?
Dopo la segnalazione alla Corte dei Conti per presunte irregolarità sulle nomine dei tecnici del Comune, spuntano altre storie.
«Per l'applicazione delle leggi sulla trasparenza e per la disinvoltura con cui si applicano le altre, il Comune di Bucchianico fa parte a sé – spiega Antonio Di Pasquale, perito in molte cause contro il Comune e direttore dei lavori dell'appalto per l'adeguamento del campo sportivo di Bucchianico – direi che il Revisore dei conti che ha denunciato gli incarichi dell'ing. Peppino Grosso e la funzione dell'architetto Eliodoro Mucilli arriva buon ultimo. Anche perché negli ambienti comunali di questi incarichi, di queste proroghe e del malcontento del Revisore se ne parlava da mesi. Perché dico che lui è arrivato ultimo? Perché io da ben 5 da anni sto combattendo contro gli ostacoli che il sindaco Mario Di Paolo, gli Assessori e la segretaria comunale frappongono alla conoscenza degli atti che dovrebbero essere pubblici».
«Ho presentato», continua, «anche decine di denunce alla Magistratura ed ai Carabinieri, ma su questi argomenti, e cioè sui diritti dei cittadini, mi sembrano tutti… un po' distratti».
Andiamo con ordine: molte sono state le sue polemiche contro il diniego del Comune all'accesso agli atti sugli incarichi.
«Sull'argomento incarichi e trasparenza ricordo solo che è intervenuto anche il Ministero dell'Interno, Dipartimento Funzione pubblica che ha criticato il rifiuto del Comune di far conoscere gli atti – continua Di Pasquale – basti dire che ho chiesto di conoscere le delibere o le determine delle nomine dei Rup (responsabile unico del procedimento nel caso degli appalti) dell'ing. Peppino Grosso (dal 2004 al 2006), dell'assessore Alberto Mammarella (2006 e 2007) e dell'architetto Mucilli (2007, 2008, 2009) e gli atti sugli incarichi dati ad altri progettisti e le loro liquidazioni: mi hanno risposto di no, perché pur essendo legittimato all'accesso, questa mia richiesta era considerata come un “tentativo di controllo generalizzato dell'attività amministrativa di Bucchianico”. Quindi niente documenti».
Ma queste cose le denuncia solo oggi?
«No. Ne ho scritto tante volte, anche sul blog di Bucchianico. Qui lo sanno tutti, fuori qualcuno sicuramente ha letto. Almeno i Pubblici ministeri, il Prefetto, qualche parlamentare. Anche i Carabinieri locali sono intervenuti (vedi foto) quando ho litigato dentro il Comune con l'ing. Grosso che mi ha cacciato dagli uffici, pur essendo lui solo un consulente – ricorda Di Pasquale - Lo sa anche la guardia comunale che ha chiamato i Carabinieri della locale stazione. Non so se poi hanno dato seguito al fatto».
La storia del Rup, sollevata da Di Pasquale, è importante perché sembra esemplificativa dei metodi dell'amministrazione del sindaco Mario Di Paolo.
Appena eletto nel 2004, c'era come responsabile unico il tecnico comunale Teresa Tucci, coadiuvata da un tecnico esterno.
Mentre il precedente sindaco, Carlo Tracanna, aveva già attivato le procedure per avere nell'organico un responsabile unico del procedimento (funzione molto importante perché controlla tutti gli appalti pubblici), l'attuale amministrazione annullò questa decisione, il tecnico Tucci abbandonò l'incarico e successivamente furono incaricati come Rup Grosso, Mammarella e Mucilli.
Intanto anche l'assessore Nilo Zappacosta divenne responsabile tecnico dell'Urbanistica.
Ha contestato anche questo?
«Sì. Mi sembrava strano che se la cantassero e se la suonassero da soli – conclude Di Pasquale - due assessori, Mammarella e Zappacosta, erano nello stesso tempo controllori e controllati, cosa espressamente vietata dal Decreto legislativo 163 del 12 aprile 2006, che vieta anche che i Rup siano tecnici esterni. Dice il Decreto: la funzione di Rup dev'essere esercitata solo da un dipendente di ruolo. A Bucchianico invece così non è».
Dunque trasparenza a singhiozzo e “se mi va te lo dico, altrimenti protesta pure che non ce ne frega niente”?
Abbiamo cercato conferme sul sito del comune di Bucchianico alla voce incarichi: le consulenze, come da obbligo di legge che dal 2008 impone ai comuni la pubblicità sugli incarichi e sui compensi, sono solo tre.

Sebastiano Calella 10/07/2009 8.42