Un anno dopo l’omicidio, l’ex camorrista D’Agostino condannato all’ergastolo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Un anno dopo l’omicidio, l’ex camorrista D’Agostino condannato all’ergastolo
PESCARA. E' stato condannato all'ergastolo l'ex camorrista del casertano Michelangelo D'Agostino, 53 anni, accusato dell'omicidio del titolare dello stabilimento balneare 'Apollo' Mario Pagliari, di 64 anni, avvenuto il 6 luglio scorso all'interno del parco Villa de Riseis di Pescara. * TUTTO SULL'OMICIDIO E LA CATTURA
Lo ha deciso il gup del tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, che ha anche stabilito una provvisionale di 200mila euro per ciascuna delle parti civili (la moglie e i tre figli della vittima).
Nel corso dell'udienza preliminare, alla quale era presente anche l'imputato, sono stati ascoltati i consulenti nominati dal gup, i due professori dell'Universita' di Foggia Vittorio Fineschi, direttore dell'istituto di medicina legale, e Antonello Bellomo, direttore della cattedra di psichiatria, la cui perizia, depositata il 9 giugno scorso, ha stabilito che D'Agostino era capace di intendere e di volere al momento dell'omicidio di Pagliari.
«La sentenza - ha commentato il legale della famiglia Pagliari, l'avvocato Giuseppina D'Angelo- ha tenuto conto di tutte le circostanze e del passato criminale di D'Agostino, che ha meritato la pena. La famiglia - ha proseguito - sicuramente meritava una sentenza proporzionata al fatto gravissmo. E' stato sicuramente determinante aver fugato ogni dubbio sulla capacita' di intendere e di volere dell'imputato, che, tuttavia, era gia' confermata dalla modalita' della condotta delittuosa e dei suoi precedenti specifici. Era gia' chiaro - ha aggiunto - che si trattasse di una persona antisociale. Oggi e' stata confermata la volontarieta' di questo crimine feroce ed efferato che non trova giustificazione alcuna».
La sentenza per l'avvocato D'Angelo e' di grande conforto per la famiglia «e' un punto fermo - ha detto - ma non e' l'unico. Al di la' del procedimento disciplinare nei confronti del magistrato di sorveglianza - ha concluso - valuteremo ulteriori azioni nei confronti di soggetti che pure a titolo di concorso colposo, a nostro avviso, possono ritenersi responsabili di quanto accaduto un anno fa».

07/07/2009 13.44