A Vasto il 46% non si sente al sicuro:«vogliamo la videosorveglianza»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. I cittadini si sentono poco sicuri. Lo rivela un sondaggio a cui sono stati sottoposti 300 cittadini del comune rivierasco.

Presentato venerdì a palazzo d'Avalos, lo studio dal titolo “Sicurezza e Legalità”, prodotto dall'omonimo comitato cittadino in collaborazione con il Comune di Vasto e l'Ordine degli avvocati, mette in luce come anche nelle cittadine la percezione della sicurezza sia in calo.
A comunicare i dati e gli esiti di questo studio, il relatore, Christian Lalla, e Pasquale Morone. Nell'intenso dibattito sono intervenuti anche il sindaco Luciano Lapenna ed il Procuratore Capo di Vasto Francesco Prete.
Come si è detto, il 46% dei vastesi ritiene Vasto una città poco sicura, ma i dati variano a seconda dell'età e del grado di istruzione: la sicurezza è maggiormente percepita dalla popolazione anziana e con un grado di istruzione di livello medio ed elementare.
Se infatti il 67% degli intervistati con grado di istruzione elementare si sente al sicuro, la percentuale scende al 49% dei laureati ed al 43% per chi ha conseguito un diploma superiore.
I reati che spaventano di più sono il furto, lo spaccio di droga e le rapine, che da soli raggiungono il 68% delle preferenze dagli intervistati. Fanalino di coda la prostituzione (0.5%). Anche la concussione (3%) e la corruzione (4%) non sembrano preoccupare molto i cittadini, più impensieriti da fenomeni come l'estorsione (5%), il danneggiamento (6%) e l'usura (6%).
Anche l'impegno delle istituzioni (intese sia civili come i comuni sia militari come i corpi di polizia) è percepito molto diversamente in relazione all'età, giudicato scarso dai giovani tra i 18 e 25 anni con un netto 55%, mentre per quanto riguarda gli over-60 il dato si ribalta, con un 55% di anziani che ritiene le istituzioni abbastanza impegnate a contenere la criminalità e salvaguardare la sicurezza dei cittadini.
La fiducia cresce se ci si riferisce alle sole forze dell'ordine, ma l'andamento proporzionale legato all'età rimane stabile, con un 68% di anziani che da un giudizio positivo alle forze dell'ordine (15% molto positivo, 53% abbastanza positivo), contro il 52% (rispettivamente 19% molto positivo, 33% positivo) dei giovani entro i 25 anni.
Ciò che denuncia la popolazione insoddisfatta è che le forze dell'ordine «dedicano maggior attenzione ai reati minori piuttosto che a quelli di maggior allarme sociale», spesso usando poca autorità nei confronti dei delinquenti abituali e di professione come i Rom.
Altre cause che fanno sentire i vastesi poco sicuri sono i numerosi furti e rapine in città, la forte presenza di Rom, stranieri e forestieri, per lo più pugliesi e campani, che spesso senza lavoro non riescono ad integrarsi nel tessuto sociale e vengono considerati come causa/effetto dell'aumento della criminalità.
Definito dal procuratore capo di Vasto, Francesco Prete «un atto di amore verso la propria città» lo studio ha, in sintesi, lanciato il messaggio e la necessità di «fare sistema» tra le diverse anime della società vastese, ognuno per sua competenza, al fine di rendere Vasto sempre più sicura e vivibile. Un sistema di video sorveglianza, il segreto bancario, le intercettazioni e la traccia biologica, alcuni dei punti toccati nel suo intervento.

s.t. 06/07/2009 12.14